Angelo Branduardi a Venezia

Veneto Jazz ospita al Teatro Goldoni il “menestrello italiano”

Passati tre anni dal Camminando camminando Tour, ma molti di più da La Lauda al Teatro Toniolo nel 2005 e Altro e altrove al Teatro Corso nel 2003, Angelo Branduardi torna il 3 settembre a Venezia con The Hits Tour, serata organizzata da Veneto Jazz.

Accompagnato da Antonello D’Urso alle chitarre, Davide Ragazzoni alle percussioni, Stefano Olivato al basso e contrabbasso elettrico e Fabio Valdermarin alle tastiere, Branduardi propone le sue migliori hits per quasi due ore ininterrotte.

La scaletta

Apre la serata “Si può fare”. Branduardi spende alcune parole sull’origine della musica, strumento degli sciamani e dei maghi per tentare di “guardare al di là della porta chiusa, di scorgere ciò che non c’è ma che si vorrebbe che ci fosse”. Seguono “Gulliver” e “La serie dei numeri” che prendono spunto dalla letteratura inglese e dalle leggende popolari.

Per circa due anni Branduardi lavorò a un progetto commissionatogli dai frati francescani di Assisi, racchiuso in quel capolavoro di misticismo e poesia che è L’infinitamente piccolo. “Il Cantico delle Creature”, “Il Sultano di Babilonia e la prostituta” e “La predica della perfetta letizia” si ispirano ai Fioretti del Santo, accompagnate da ritmi ora sognanti, ora molto coinvolgenti.

“Ballo in Fa# minore” è una perfetta e sfrenata danse macabre, prima di una cadenza per violino basata su un moltiplicarsi di temi sovrapposti dalle sonorità vagamente orientaleggianti. “Lord Franklin”, un lento ispirato alla nave di un capitano ritenuta perduta, ma ricomparsa invece tempo fa tra i ghiacchi del Polo, apre una serie di brani più meditativi, quali “La luna”, “Sotto il tiglio”, “Il dono del cervo” e “La favola degli aironi”. “Nulla vi sarà risparmiato” dice Branduardi e via verso i tre brani più celebri, ormai diventati patrimonio popolare, “Alla fiera dell’est”, “La pulce d’acqua” e “Vanità di vanità”.

Branduardi è ancora in ottima forma, padrone assoluto del violino e di quella voce caratteristica che ha contribuito alla sua affermazione nel panorama artistico internazionale, oltre a un raffinatissimo gusto nella stesura dei testi.

Il pubblico presente risponde partecipe con applausi, battiti di mani a ritmo e standing ovation finale.

Luca Benvenuti

Crediti di Roberto Rosa