Cultura e spettacolo

Balest: un viaggio nella bellezza

Lo splendore degli azzurri e dei verdi, dei rossi improvvisi, dei gialli e dei neri, distribuiti sul quadrante del tempo secondo un progetto preciso dell’intelligenza…” Giuseppe Mazzariol

Perfetta sintesi dell’opera di un artista di grande spessore e incantevoli enigmi: Corrado Balest.

A Venezia, la Fondazione Ugo e Olga Levi, promuove la mostra: “Corrado Balest 1923-2016”, prima retrospettiva del pittore, dopo la sua scomparsa nel 2016. Oltre settanta opere tra pittura, scultura e ceramica, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private.

Un viaggio nella bellezza a cominciare dalla sede ospitante: Palazzo Giustinian Lolin di Baldassarre Longhena, affacciato sul Canal Grande vicino al Ponte dell’Accademia, sede prestigiosa della Fondazione Ugo e Olga Levi.

Balest nasce nel 1923 a Sospirolo nel bellunese, dopo gli studi e un servizio di guerra piuttosto avventuroso, all’età di vent’anni approda a Venezia frequentando l’Accademia di Belle Arti con un grande maestro come Guido Cadorin e nel 1950 tiene la sua prima mostra personale alla Bevilacqua La Masa.

Anni di puro fermento creativo, l’Italia delle prime grandi mostre come quella di Picasso a Roma e Milano del 1953, della Biennale di Venezia, di Peggy Guggenheim e Carlo Cardazzo.

L’artista frequenta Palazzo da Mosto, blasonato cenacolo dove dialoga con l’editore Neri Pozza, il critico d’arte Mazzariol, legge gli scritti degli amici poeti come Andrea Zanzotto o dell’indimenticabile scrittore e giornalista Rai Carlo Della Corte, un suo bel ritratto campeggia nella mostra veneziana.

Un percorso stilistico molto originale ed elegante, con felici escursioni che fanno pensare a Morandi, Rosai, Semeghini, fino a Matisse. Prende il via analizzando Tintoretto, Pontormo, Lorenzo Lotto, ma lo fa attraverso la lente dei maestri del primo Novecento.

Narrazione figurativa e astratta che spesso si fonde nella magia di forme e colori mediterranei e incanto mitologico. Un bellunese che amava i miti greci e il mare del sud. Non solo opere pittoriche ma anche sculture e ceramiche. Realizza acqueforti per illustrare testi poetici e letterari per le opere di Diego Valeri, Carlo Della Corte, Andrea Zanzotto.

Balest ha insegnato all’Accademia di Belle Arti di Venezia ottenendo prestigiosi riconoscimenti, le sue opere si trovano nei più importanti musei: dal Puškin di Mosca, all’Ermitage di San Pietroburgo, a Ca’ Pesaro e la Querini Stampalia a Venezia.

Ammirare i suoi lavori diventa particolarmente piacevole grazie all’allestimento di Palazzo Giustinian Lolin, splendide sale espositive avvolte da un’aura magica e familiare grazie al gioco di accostamenti asimmetrici; sembra di osservare lo studio di un artista dove le tele sono accatastate casualmente lasciando trasparire con eleganza sofisticata il loro splendore, intervallate da campiture immense, perfettamente incorniciate nelle pareti del palazzo stesso.

Una rassegna voluta fortemente dalla moglie Giovanna Balest e curata da Cristina Beltrami, Martina Massaro, Chiara Romanelli.

La mostra è in collaborazione con Fondazione Bevilacqua La Masa, Fondazione Musei Civici di Venezia, Fondazione Querini Stampalia e il patrocinio delle Città in Festa.

Corrado Balest 1923-2016   

Palazzo Giustinian Lolin San Marco 2893, Venezia

 

19 gennaio – 24 marzo 2019

martedì – domenica dalle 10,00 alle 17,00

apertura straordinaria lunedì 4 marzo

Ingresso Libero

Elisabetta Pasquettin

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