I Chicos Mambo al Teatro Toniolo

La stagione di danza prosegue con Tutu dei Chicos Mambo

VENEZIA MESTRE – Fondata a Barcellona nel 1994 dal coreografo Philippe Lafeuille, quindi più francese che iberica, la compagnia Chicos Mambo è composta da sei danzatori. Sarebbe scorretto ridurre la questione a uomini in tutu, caratteristica che meglio si addice ai Trockadero de Montecarlo, gruppo en travesti formatosi nel 1974. I Chicos Mambo affrontano infatti con estrema disinvoltura sia i ruoli maschili che femminili in un immenso atto di fede totale nella danza.

Tutu fu creato nel 2014 per festeggiare il ventesimo compleanno della compagnia. In esso i Chicos Mambo portano sul palco venti quadri in cui alternano brani del repertorio classico e contemporaneo con l’ aggiunta di alcune coreografie originali. Nell’universo fantastico e teatrale proposto, tuttavia non scollegato dalla realtà, si irride il pas de deux della Bella addormentata e Il lago dei cigni che diventa gara di hip hop. Geniale Le Sacre come danza di bebè spaesati in pannolino. Non mancano momenti solistici per mettere in risalto il virtuosismo dei singoli, come l’assolo appeso a un cavo, giocato su una punta in equilibrio, e La morte del cigno di pavloviana memoria. Non si risparmiano nemmeno i format sui balli di sala, tra valzer mixati e cha cha cha esuberanti, satireggiati con arguta ironia.

Questi ragazzi, dai corpi muscolosi e scolpiti, danno però il meglio nel dileggiare le icone sacre del balletto, da Béjart e le sue coreografie vivaldiane a Carloyn Carson. Memorabile la loro rilettura del tanztheater di Pina Bausch, in lunghi abiti e parrucche scosse ai quattro venti pronunciando frasi sconnesse.

La grande lezione che i giovani artisti ci insegnano è insita nella natura stessa della parodia. Solo il possesso d’una tecnica solida e di comprovata esperienza permette loro di dissacrare con irriverenza e humor il codice serio della danza.

Pubblico entusiasta e piccola sorpresa finale sulle note del Waltz n. 2 dalla Seconda jazz suite di Dmitrij Šostakovič.

Luca Benvenuti