Gianna Nannini, la Regina del Rock italiano sul trono incanta Padova

PADOVA. Sabato 07 aprile la Kione Arena ha ospitato sul suo palco la mitica Gianna Nannini con il suo più che mai “Fenomenale Tour 2018”.

La cantante senesene, costretta a cantare seduta su di un trono argentato ha condotto il suo pubblico in un percorso musicale che è passato dai brani più recenti come “Fenomenale”, ai pezzi più famosi come “America”, “Bello e Impossibile” e “Meravigliosa creatura”.

Entrata sul palco sorretta da due aiutanti ha preso posto come una regina su di un grande trono. Durante il concerto Gianna parla poco ma si scusa per non poter correre e saltare, fa vedere un piuttosto ingombrante tutore al ginocchio sinistro e ogni tanto si alza con le stampelle. “Anch’io come voi sono costretta a stare seduta, soffriremo assieme” aggiunge la cantante ironicamente. La sua energia comunque viene trasmessa al pubblico accorso in massa e pronto a cantare con lei i suoi successi. Un concerto bello e colorato, una band essenziale ma bella da vedere e da ascoltare. Particolarmente emozionante il momento del live quando Gianna decide di far salire sul palco due ragazze diversamente abili che stavano ascoltando il concerto in prima fila. Una volta salite, e passato l’emozione dell’imbarazzo iniziale, Gianna dedica loro “Meravigliosa creatura”, lasciandole cantare, un’esperienza incredibile per le due ragazze che si porteranno a casa un ricordo unico e incancellabile.

La scaletta del concerto

  • Fenomenale
  • Cinema
  • I maschi
  • Ragazzo dell’Europa
  • Fotoromanza
  • Ogni tanto
  • Profumo
  • Io
  • Amandoti
  • Sei nell’anima
  • Sabbie mobili
  • Notti senza cuore
  • Contaminata
  • America
  • Latin lover
  • Meravigliosa creatura
  • Lontano dagli occhi
  • Aria

Un bel tour per la Nannini che dimostra anche se incidentata, di essere in gran forma e l’affetto dei suoi fans di sicuro le dimostra che potrà padroneggiare ancora per molti anni i palchi italiani.

Sempre in prima fila da sotto il palco

Pagina a cura di Zedlive! articolo e crediti fotografici di Alessio Marini