Cultura e spettacolo

Intervista all’avvocato Riccardo Casarin

A Botta e Risposta l’avvocato Riccardo Casarin. Abbiamo discusso di importanti tematiche, come la politica nazionale attuale e le prospettive che ci aspettano come italiani nel prossimo futuro.

Avv.to Casarin, qual è quadro generale della situazione della politica italiana al giorno d’oggi? Gli italiani andranno in ferie preoccupati per il governo attuale?

La domanda è molto vasta e complessa. Nonostante le discussioni sta resistendo al potere. In più, il termine per lo scioglimento delle camere (20 luglio) esclude qualsiasi caduta del governo e una chiamata alle urne per i cittadini. È altrettanto non ipotizzabile rompere l’attuale maggioranza e creare una nuova forza politica, nonostante l’attuale governo non sia quello risultato dal voto degli italiani (viste l’alleanza della Lega di Salvini con il Movimento 5 Stelle di Di Maio). Quindi, la realtà dei fatti è che attualmente non esiste un’alternativa valida.

Ci sono quasi 25 miliardi di euro da recuperare entro la fine dell’anno. Ritiene che questo governo reggerà o getterà la spugna?

Questa è la vera domanda a cui rispondere. Credo che sia la prima volta in cui, in una situazione economica in peggioramento, praticamente tutte le manovre gestite da un governo siano clamorosamente smentite dalle scarse percentuali di crescita ottenute. Ma nonostante questo, il consenso popolare è cresciuto. Il governo attuale non creerà mai un’imposta patrimoniale, sarebbe come fare autogol. L’Europa ha ritirato la procedura di inflazione, ma continuerà a controllare da vicino la situazione italiana Trovare 25 miliardi di euro per finanziare le promesse fatte fino ad ora sarà difficile e, probabilmente, il rientro dalle ferie non sarà così tranquillo per gli italiani.

Il conduttore Vincenzo Lovino e l’avvocato Riccardo Casarin

Secondo lei perché il governo si è sempre schierato a sfavore dell’Europa? E come sarà possibile finanziare manovre per aumentare il debito senza aumentare i costi per gli italiani?

L’Europa ha sicuramente le sue responsabilità e non va difesa per partito preso. Per la maggior parte della classe politica italiana, l’Europa era il colpevole perfetto per ciò che non funziona in Italia. Soprattutto in materia di economia, non è possibile fare nette distinzioni tra giusto e sbagliato, tra funzionante e disastro. Il debito in sé non è del tutto negativo, dipenda dalla sua natura: un conto è creare un debito per investire, un altro conto è un debito per finanziare la spesa corrente. Ciò rappresenta solo un posticipare il proprio funerale, e i dati economici lo confermano. Di fatto la crescita è ferma e, se si rende necessario creare un debito, quest’ultimo dev’essere utilizzato per creare infrastrutture, start-up, scuole, innovazione e così via. Il vero errore non è il debito: è lo scopo per cui lo si crea.

Spese finalizzate al consenso e per attrarre una certa parte dell’elettorato quindi. Spostando l’attenzione verso la politica, secondo lei gli elettori del M5S si sono resi conto di aver votato dei neocomunisti?

Si, ne sono sicuramente consapevoli. Soprattutto nel Nord Italia, dato che con le elezioni europee si è visto che la stragrande maggioranza del consenso al Movimento è al Centro-Sud. Esiste una netta spaccatura in questo senso. È vero che l’elettorato italiano è prevalentemente di sinistra, però è altrettanto vero che l’elettorato del M5S è composto fondamentalmente da cittadini che sono stanchi della vecchia politica e dei partiti tradizionalisti. Buona parte delle critiche mosse dal Movimento sono giustificate e condivisibili, ma esiste una netta differenza tra stare all’opposizione e governare un paese.

A proposito di opinioni e critiche condivisibili, lei sarebbe d’accordo con la manovra proposta dal M5S per eliminare la prescrizione da Gennaio 2020?

Assolutamente no. Da uomo di legge, trovo sia un intervento frammentario su argomenti troppo complessi per essere trattati in questo modo. Si vuole far passare il messaggio che, eliminando la prescrizione, tutti i delinquenti sarebbero giudicati e condannati per i loro crimini, ma nella realtà dei fatti in Italia il problema è il processo giuridico, non la prescrizione del crimine. La prescrizione è un principio di civiltà giuridica ed è riformabile all’interno di un processo di modifica e rivoluzione dell’intero ordinamento, sia giuridico che penale.

Sempre parlando del M5S e delle sue alleanze, ritiene che un governo M5S – PD sarebbe possibile nel panorama politico italiano?

Se ne parla ed è un’ipotesi plausibile. Tornando un po’ indietro nel tempo, al periodo in cui Di Maio alternava la sua vicinanza tra Lega e PD, sembrava che la condizione necessaria per un’alleanza con il PD fosse l’assenza di Matteo Renzi. Non essendo Renzi al comando attualmente, i tentativi di avvicinamento ci sono. Al giorno d’oggi il PD può contare un 22-23% e la probabilità di un’alleanza diventa sempre più concreta se la volontà è quella di rimanere al governo. Il Centro-Destra, formato da Salvini in alleanza con Fratelli d’Italia, Berlusconi e così via, è largamente maggioritario. Quindi risulta evidente che si debba creare un accordo tra queste due forze politiche.

Visto che ha citato Berlusconi, è evidente che in Italia manchi un Centro moderato. Berlusconi difensore delle imprese sembra perdere consensi. Cosa ne pensa?

Ormai sono passati quasi dieci anni da quando Berlusconi attirava i voti di un’ampia parte dell’elettorato. Per fortuna oggi i tempi della politica sono molto più veloci, Renzi ne è un testimone: passare dalle stelle alle stalle è questione di mesi, anche per motivi non imputabili ad una condotta sbagliata. Semplicemente, l’elettorato è molto fluido.In Italia manca un Centro-Destra moderato, non perché Salvini sia fascista (come alcuni dicono), ma perché la Lega ha dato un’impostazione totalmente diversa da quella classica del centro-destra. L’impressione è che ci sia una gran parte degli elettori che non si riconosce più nelle idee portate avanti da Berlusconi. Le differenze sono troppo grandi, anche dal punto di vista anagrafico. I valori del centro destra, espressi da partiti come Forza Italia, al giorno d’oggi non sono più rappresentati e questo è un grosso problema. Le imprese stesse hanno espresso forti perplessità nei confronti della Lega. La mia impressione è che ci sia una scarsa offerta politica in Italia e il mondo delle imprese non venga rappresentato nel panorama politico.

Effettivamente questo governo, molto concentrato sul consenso elettorale, non ha ideato nessuna manovra a favore delle imprese, nonostante si sappia che quest’ultime creino ricchezze. Anzi, con manovre come la fatturazione elettronica, si è visto un aumento dei costi e della burocrazia. Come mai?

I dati ci dimostrano che, anche quest’anno, la pressione fiscale è in aumento. Paradossalmente, ogni volta che si dice che le tasse verranno diminuite, in realtà queste aumentano. È un gioco di tira e molla, dove si diminuisce da una parte, si aumenta dall’altra. La mia impressione è che le misure standard non funzionino più, quindi è necessario adottare dei provvedimenti chiari e decisi. La prima cosa da fare è capire il problema: nessuno parla di debito pubblico. Al netto degli interessi passivi, l’Italia è un paese virtuoso, incassa più di quello che spende. Ma paghiamo circa 70 miliardi di interessi passivi sul nostro debito finanziario, paghiamo più per gli interessi passivi più di quanto spendiamo per la scuola. Questo debito, in sé corretto, siamo in grado di sostenerlo, ma non possiamo continuare a indebitarci per pagare interessi, sottraendo risorse a investimenti e sviluppo. Quindi o si ristruttura il debito o lo si riduce con manovra come un’imposta patrimoniale.

Entrando ancora più nel particolare, L’Italia è uno Stato che sembra voler dismettere il suo impegno verso la sanità e l’apparato pensionistico, nonostante l’età media della popolazione stia aumentando. Faremo la fine dell’America?

Questa è una domanda molto complessa, tanto quanto l’ambito considerato. I dati demografici segnalano che la popolazione italiana sta invecchiando e il tasso di natalità è ai minimi storici. È chiaro che sia necessaria una riforma sostenibile che migliori la situazione per gli anziani, di oggi e di domani. Si presta attenzione solo ai problemi immediati, senza considerare le problematiche della sanità nel giro di pochi anni. I costi per trattamenti sanitari e medicine aumentano, mancano medici e nessuno ne parla. Tanti dicono che sia un modo per privatizzare la sanità, affidandosi a strutture socio-sanitarie private, ma il problema fondamentale è che non se ne parli.L’Italia è il paese con la più alta spesa pensionistica in Europa rispetto al PIL. Quindi la domanda sorge spontanea: dove troveremo le risorse per pagare le pensioni?

Per l’intervista completa, cliccate sul link.

insieme - idee e persone
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close