Jodie Devos al Palazzetto Bru Zane

Offenbach Colorature, concerto prodotto dal Palazzetto Bru Zane per chiudere in grande stile il festival Jacques Offenbach e la Parigi della musica leggera, ha due meriti. Il primo, porre l’attenzione sul repertorio della “primadonna leggera”, ruolo che si ritrova in quasi tutti i lavori di Offenbach, sia in operette come La Vie parisienneRobinson Crusoé Orphée aux Enfers, sia in opéras-comiques come Fantasio, sia nell’unica opera lirica seria, Les Contes d’Hoffmann. Il secondo, scritturare Jodie Devos, autentico soprano di coloratura che il 27 ottobre alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista, accompagnato dall’Ensemble Contraste, ci ha riportato ai tempi di Capsir, Tetrazzini, Sacks, Pons, alcune virtuose incantatrici di platee su cui molto si può discutere, ma dotate di un’oggettiva duttilità vocale.

Non solo roulades…

La serata si apre con l’aria di Corilla “Le plus beaux vers sont toujours fades” da Vert-Vert, in cui la protagonista sostiene che basti qualche gorgheggio ben assestato per affascinare “cités, villages et bourgades”, ma soprattutto “villes de garnison”. Seguono il recitativo e rondò di Ciboulette «Quel bruit et quel tapage» da Mesdames de la Halle, dove la piccola fruttivendola non esita a snocciolare le sue conquiste a ritmo di valzer.

Il recitativo e la romanza d’Elsbeth «Voilà toute la ville en fête» da Fantasio, così come i Couplets d’Eurydice «La mort m’apparaît souriante» da Orphée aux Enfers e la romanza di Rosée du Soir «Le voilà… c’est bien lui» da Le Roi Carotte stemperano la tensione in atmosfere raccolte, dove l’agilità lascia il posto a un sentito raccoglimento su temi come il passaggio all’età adulta, la morte e l’innamoramento. Attesissima è l’aria di Olympia «Les oiseaux dans la charmille» da Les Contes d’Hoffmann, risolta con gusto finissimo e libere cadenze personali.

Nella seconda parte, Devos affronta con meravigliosa disinvoltura la Valse-tyrolienne di Rosita «J’entends ma belle» da Un Mari à la porte e la Valse d’Edwige «Conduisez-moi vers celui que j’adore» da Robinson Crusoé, arie che dichiarano vistosamente l’origine strumentale del virtuosismo vocale.

Finalmente un vero soprano di coloratura!

Jodie Devos possiede voce estesissima nel registro acuto, meno in quello grave, ma abile in sovracuti, agile anche in ardui passaggi d’ottava e capace di un fraseggio assai raffinato. Il timbro cristallino, argentino, unito a un’efficace e mai eccessiva mimica facciale, la rendono interprete di riferimento.

L’Ensemble Contraste propone anche trascrizioni che valorizzano le peculiarità degli interpreti. Harmonies du soir, trascritto per violino e pianoforte, esalta il gesto armonioso e deciso di Arnaud Thorette. Les Larmes de Jacqueline per violoncello e piano invece ci fanno apprezzare il talento di Antoine Pierlot, dal tocco larmoyant, ma robusto. La Fantaisie Pot-Pourri sur Orphée aux Enfers per clarinetto e pianoforte risalta l’estro di Jean-Luc Votano e Johan Farjot. L’entr’acte et barcarolle da Les Contes d’Hoffmann, assieme all’Air du Brésilien da La Vie parisienne e il Menuet et Galop infernal da Orphée aux Enfers, ci trasportano per un attimo in mondi sognanti e bizzarri.

Come bis i Couplets d’Ines da Les Bavards e l’aria di Olympia.

Il concerto sarà riproposto all’Auditorium Pollini di Padova il 14 febbraio 2019 con Jodie Devos e l’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Laurent Campellone.

Crediti Palazzetto Bru Zane.

Luca Benvenuti