L’Accademia della Crusca apre alle forme dialettali?

Il caso

Quella della Crusca «è una cazzata pazzesca, se continua cosi chiederemo l’abilitazione della parola “mona”». Scherza così il governatore veneto Luca Zaia con l’inviato di Striscia la Notizia che, travestito da Matteo Salvini con tanto di giubbotto d’ordinanza, gli chiede fuori da palazzo Chigi un commento sulla decisione dell’Accademia di sdoganare un modo di dire siciliano come «esci il cane».

Il dibattito

È stato il prestigioso linguista Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca, ad accendere il dibattito, affermando in tono possibilista che «l’uso dei verbi intransitivi in forma transitiva, marginale, regionale, non è dello standard italiano, quindi se lo usiamo dobbiamo capire che è colloquiale e popolare. La lingua è fatta di tante varietà e questo ne fa uno strumento in movimento, che vive, che cambia, in tutte le lingue esistono usi secondari che posso prevalere sotto la spinta di fattori nuovi: la ricerca della brevità e della velocità possono promuovere, come in questo caso, l’uso dei verbi dall’intransitivo al transitivo».

Le reazioni

Molte e colorite, le reazioni. Da Fb a Twitter l’ironia con l’hastag Accademia della Crusca è a ruota libera, con centinaia di meme scatenati, da «Ho insegnato al cane a fare pipì in bagno, così non avrò più problemi a uscirlo» ad «Accendi il Twitter che lo scrivo». Fino al giornalista Rai Marco Frittella, che coglie l’occasione per riabilitare il democristiano Gava: «Abbiamo sceso l’Iva» disse tanti anni fa il ministro Gava. Fu sommerso dai fischi di una classe politica istruita e beneducata. Ora dall’Aldilà si prende la rivincita».

Giuliana Lucca