Cultura e spettacolo

Maurice Marinot, lo splendore della materia

Questa materia che nasce in una lotta, nel fuoco, nel fumo, che a turno si difende…che obbedisce quando la obbligo a rispettare la sua natura”. Maurice Marinot

La materia

Vetro, materia errante, poesia della trasparenza, per qualcuno diventerà l’elemento prioritario di un corpo a corpo infinito. È la straordinaria avventura di Maurice Marinot (1882-1960), grande artista nato a Troyes, nella regione francese dell’Aube. Virtuoso e innovatore, ha posto le basi del vetro contemporaneo, ci ha fatto scoprire che la bellezza delle cose è legata alla pesantezza.

La mostra

Venezia lo celebra con la mostra: MAURICE MARINOT. IL VETRO, 1911-1934, organizzata all’Isola di San Giorgio da LE STANZE DEL VETRO, curata da Jean-Luc Olivié e Cristina Beltrami, in collaborazione con il Museo di Arti Decorative di Parigi. Si tratta del primo tributo internazionale a questo artista francese, vulcanico sperimentatore, artefice di una rivoluzione artistica nella tecnica e nel gusto, grazie anche agli esordi come pittore fauve.

Marinot

Marinot si avvicina al vetro frequentando la vetreria gestita dai fratelli Viard, amici d’infanzia. Da questo sodalizio inizierà la straordinaria avventura con la materia che lo porterà nei più importanti musei del mondo, grazie alla bellezza e all’originalità delle sue creazioni. L’esposizione veneziana si avvale di oltre 200 pezzi unici, realizzati tra il 1911 e il 1934, provenienti da 17 musei europei e statunitensi. Ai vetri sono affiancati molti disegni, tra schizzi e progetti.

La storia

Una gioia sensoriale perfetta, con opere strepitose, Marinot definisce il vetro: “carnoso” inventando nuove tipologie. Una materia pesante, ma al tempo stesso fluida come la massa lavorata a caldo, molto sensuale e tattile. Da pittore fauve, parte con gli smalti raffinati, ma ben presto instaura una vera e propria lotta con il vetro realizzando flaconi e vasi con tagli profondi o corrosi con lunghi passaggi nell’acido, nobilita le bolle d’aria imprigionate e sospese, intraprende uno splendido viaggio, tra “l’acqua dormiente o scrosciante, il ghiaccio che si rompe o che si scioglie” come racconta lui stesso. Non solo, l’artista si appropria del vetro curandone tutte le fasi: “Rapidamente, ho voluto apprendere il mestiere e soffiare io stesso le mie opere. È uno sforzo molto lungo e faticoso, ma appassionante. È la sola cosa che permette di “pensare in vetro”. I suoi vetri dimostrano spettacolarmente la creatività in movimento, rimangono incandescenti anche dopo il raffreddamento e abbagliano lo spettatore.

Chi era Marinot

Densa di vicende storiche importanti la storia personale di Marinot, reclutato come infermiere nel primo conflitto mondiale, assiste alla crisi della vetreria dei suoi amici, vedrà il suo atelier di Troyes completamente distrutto dagli alleati, convinti di colpire un deposito di munizioni tedesche. Nominato a cinquant’anni Officier de la Légion d’honneur, parteciperà anche alla Biennale di Venezia, nel 1932 e nel 1934, occasione nella quale il Museo del Vetro di Murano acquisterà una sua Coppa quadrilobata lavorata a caldo. Marinot padroneggia così sapientemente il vetro al punto da lasciare che prenda forma durante il processo di soffiatura, solidificandosi poi in modo fluente e inaspettato.

La Mostra

La mostra di San Giorgio è davvero un privilegio unico per ammirare l’arte di un grande sperimentatore, pezzi unici che sono vere e proprie sculture, un talento innovativo che influenzerà molte generazioni di artisti e tutta l’arte moderna.

Informazioni

MAURICE MARINOT. IL VETRO, 1911-1934.LE STANZE DEL VETRO- VENEZIA ISOLA DI SAN GIORGIO MAGGIORE. 25 MARZO – 28 LUGLIO 2019. INGRESSO LIBERO. Ore 10-19 – chiuso mercoledì

Elisabetta Pasquettin

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