Mirano Summer Festival: un’edizione difficile

«Ci rivediamo il prossimo anno». Paolo Favaretto, il patron del Mirano Summer Festival, chiude con queste parole una delle edizioni più difficili di sempre. Non sono parole scontate. La settimana scorsa, Favaretto aveva chiesto l’aiuto di tutti quelli che amano il festival invitandoli a recarsi in massa agli ultimi concerti: ne andava del futuro della manifestazione. Il maltempo non ha dato tregua quest’anno, incidendo su presenze e incassi. Il Comune è venuto incontro al Festival, concedendo 4 giornate supplementari in modo da limitare i danni.

Fortunatamente lo sprint finale c’è stato, e Favaretto, nella giornata conclusiva, ha dato appuntamento all’anno prossimo. «Sono 12 anni che facciamo questa cosa – ha detto il presidente di Volare – quest’anno è stato forse il più difficile, tra le bizze del tempo e la nuova legge sulla sicurezza. Ammetto che volevamo chiudere già il primo giorno, ma grazie al pubblico e al gruppo di volontari abbiamo tenuto duro e a ragione: la risposta che c’è stata una settimana fa, dopo l’appello a stringersi attorno a questa manifestazione che è patrimonio di Mirano e dei miranesi, ci ha commosso. Avevamo bisogno del nostro pubblico e il pubblico è arrivato. È stato fatto tutto quello che ci è stato richiesto, spendendo l’ira di Dio, facendo una fatica da matti, ma abbiamo vinto tutte le battaglie e dimostrato che il Summer è più forte di ogni legge e di ogni avversità. Non posso che ringraziare tutti, dal Comune alle forze dell’ordine, dalle associazioni ai volontari che non hanno mancato un sol giorno di esserci e lavorare, anche sotto il sole e la pioggia battente».

Effettivamente le difficoltà sono state tante: i costi per la sicurezza non sono mai stati alti come in questa edizione: il 35% in più rispetto lo scorso anno. E tra gli organizzatori si spera che questi costi non aumenteranno in futuro. Se dovessero essere rese ancora più stringenti le norme in materia di sicurezza, il futuro del Festival potrebbe essere veramente a rischio.

Il vero nemico è stato però il tempo. Tre serate sono state annullate e dieci compromesse fortemente dal maltempo. Pioggia prima e dopo i concerti, che hanno impedito di fare gli incassi sperati. Le 4 giornate finali sono state un toccasana, e il pubblico ha dato una grossa mano dimostrando di amare il festival miranese. Nell’ultimo concerto si è esibita la diapasonband che ha ripercorso i successi di Vasco Rossi. Una delle band più amate dal pubblico. Dovevano esibirsi 15 giorni fa ma il tempo lo aveva impedito. Dopo due settimane hanno riempito gli impianti sportivi.

Sono circa 80Mila le persone che hanno visitato quest’anno il Festival, anche se è difficile dare una stima precisa. Un pubblico meno numeroso rispetto le passate edizioni ma, visto le difficoltà affrontate, gli organizzatori possono comunque ritenersi soddisfatti.

L’appuntamento è per l’anno prossimo, sperando che il tempo sia più clemente.

Matteo Riberto