Moby Dick: la balena bianca e il capitano Achab incantano Dolo

DOLO. E’ andata in scena sabato 7 luglio la prima data del  tour europeo del nuovo spettacolo di strada del Teatro dei Venti, ‘Moby Dick’, liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Melville.

Uno spettacolo di intensità scenica molto forte, amplificato dalla scenografia naturale offerta da piazza Cantiere, il campanile del Duomo, il Naviglio e la marea di gente che si è riversata su ambedue le rive, nella piazza, nei locali circostanti, sul ponte e le scalinate di via Garibaldi. Centinaia di persone hanno assistito alla storia della famosa balena bianca e dell’ossessione del capitano Achab, messo in scena dal Teatro dei Venti, con la magistrale regia di Stefano Tè.

Musica, trampoli, salti, monologhi, su di una scenografia mobile che gli attori costruiscono recitando: la nave del capitano Achab prende forma pezzo dopo pezzo, l’albero con le vele, il pennone con la vedetta che si esibisce in acrobazie dall’alto sullo sfondo del campanile. Ad un tratto però la pancia della nave si gira su se stessa e diventa…la pancia della grande Balena Bianca, sotto la quale i marinai danzano le loro storie e celebrano la folle ricerca di vendetta del capitano e la potenza del gigantesco cetaceo.

“L’isola di Dolo è l’isola delle meraviglie – commenta a caldo a fine evento l’assessore alla cultura Matteo Bellomo – Uno spettacolo eccezionale, di un’intensità unica, capace di emozionare le centinaia e centinaia di persone presenti. Donne, uomini, tante famiglie con bambini provenienti da tutta la regione e anche oltre per assistere a un evento unico che, come assessore, sono orgoglioso di aver coprodotto. Questa è la dimensione di Dolo: un luogo magico e prezioso nel quale proporre cultura e fare arte appare quasi naturale”.
“Un successo anche al di sopra delle nostre aspettative – prosegue Bellomo – Un successo fatto di tanta fatica e di quasi un anno di lavoro al fianco del Teatro dei Venti e di Echidna. La fatica e l’intensità di questi artisti sono il modo migliore per recuperare il senso delle cose, della nostra fatica e per ricordare la forza con la quale la nostra comunità ha saputo reagire al tornado di tre anni fa”.

Sara Zanferrari