Nella notte di Santana c’è la musica che guarisce

La fiammante Paul Reed Smith di Carlos Santana è pronta ad accendere venerdì sera l’Arena live di Padova. Lo farà all’insegna di quel latin rock mistico e travolgente che da quasi 50 anni è marchio di fabbrica del musicista di origini messicane. Un successo, quello dell’omonima band, che affonda le radici nella cultura hippy di San Francisco e che ebbe, nel 1969, come punto di svolta, la storica esibizione al festival di Woodstock.

Ritmi incendiari e psichedelia, il blues e il rock degli anni ’70: quell’inedito calderone, nel frattempo infarcito da incursioni nella musica jazz e innumerevoli successi pop, torna ad emozionare i fan italiani.

Santana è in Italia per tre date: ieri sera a Milano, oggi a Padova e domenica a Cattolica. Il nuovo “Divination Tour” arriva dopo l’uscita di un album, “Power of Peace”, realizzato nel 2017 in collaborazione con The Isley Brothers (Ronald ed Ernie) e caratterizzato da tinte prevalentemente soul. Quella di Santana è una musica che aspira, usando le sue stesse parole, a «guarire la gente che pensa male».

E non è forse un caso che nella scaletta del tour, compaia, assieme alle storiche cover come l’afro di “Jin-go-lo-ba”, “Evil Ways”, “Oye Como Va” di Tito puente, “Voodoo Child”, e le super hit da classifica della sua seconda giovinezza (Smooth, Corazon Espinado), anche “A Love Supreme”, omaggio allo spiritual jazz di Coltrane. Magiche voci, groove inossidabile, grandi doti chitarristiche: il concerto di Santana è sorretto da una superband il cui motore ritmico è affidato alla moglie batterista Cindy Blackman.

Sul palco anche Benny Rietveld al basso, Karl Perazzo e Paoli Mejias alle percussioni, Andy Vargas e Ray Greene alla voce, David K. Mathews all’organo e Tommy Anthony alla chitarra.

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