Cultura e spettacolo

Parisiens/Parisiennes al Bru Zane

Dopo il pirotecnico concerto di Jodie Devos a Padova, il Palazzetto Bru Zane propone Parisiens/Parisiennes nell’ambito del Carnevale di Venezia. Seguendo idealmente L’amore alla francese, evento inaugurale dello scorso Festival Jacques Offenbach e la musica leggera, Parigini/Parigine ci ricorda la Belle Époque della Ville lumière e il vezzo dei suoi abitanti di dileggiare i provinciali, ma anche la loro abitudine all’autoderisione. E’ proprio l’operetta a prendere di mira quella società che si professa puritana, ortodossa nei costumi e nella morale, ma assai disinvolta nella vita privata.

Un repertorio affascinante

Sullo sfondo di una Parigi brulicante di vita, come suggerisce l’Ouverture da La Vie parisienne, il mezzosoprano Marie Lenormand interpreta una parigina, convinta del suo charme, mentre il tenore Loïc Félix, elegante parigino, la corteggia. Questo breve viaggio d’amore, destinato più al tempo di un flirt che all’eternità, si apre con il Rondeau du mollet da Le Voyage en Amérique di Hervé, inno malizioso alle gambe femminili. Entra lui che con i Couplets de Grivolin da Serment d’amour di Edmond Audran celebra l’importanza del ben vestire, al pari di lei che compendia la moda dell’epoca nel Rondeau des Parisiennes da La Femme à papa di Hervé. Se i Couplets de Carlo da L’Amour mouillé di Louis Varney inneggiano al libertinismo, lui si ricrederà per un attimo nel duetto da La Cosaque di Hervé, dove lei però lo invita a non amarla pur essendo una femme accomplie. Eppure qualcosa inizia a sbocciare nel duetto da Miss Robinson di Louis Varney, fino a scomodare il peccato originale di Adam et Ève di Gaston Serpette.

L’Ouverture

L’Ouverture da La Vie mondaine di Charles Lecocq cela le loro birichinate e lui non esita a dichiararsi caduto in balia del fascino femminile nei Couplets de Gaston da La Mère des compagnons di Hervé. Attenzione però che si rischia di confondere la cocodette con la cocotte, per quello strano meccanismo ancora attuale secondo cui i cafoni copiano la borghesia e viceversa, come si legge nei Couplets de la Baronne da La Vie parisienne.

Le arie

Seguono poi una serie di arie sull’infedeltà maschile e femminile (Couplets de Cornélius da Le Capitole di Gaston Serpette, il duo Ta Bouche di Maurice Yvain, Une Femme c’est laid di Boileau, Couplets de Pichard da La Demoiselle du téléphone di Serpette). Forse, in fin dei conti, meglio vivere da separati in casa (duo da La Saint-Valentin di Frédéric Toulmouche), seppur con qualche rimorso per l’amore passato (Valse da Une Revue di Reynaldo Hahn), subito affogato nelle bollicine dello champagne (Couplets da La Mère des compagnons), per poi constatare che “i baci tra amici sono meglio di quelli tra coniugi: altro non si promette se non il piacere che si darà”, concetto molto moderno e diffuso tra giovani e meno giovani del nostro tempo.

Tre validi interpreti

Lenormand e Felix sono caratteri perfetti per questo genere di repertorio, affiatati e abilissimi nel dare un senso drammatico al testo, dotati di ottimo fraseggio, facilità a coniugare canto ed espressività e gusto per le sfumature. Li accompagna al pianoforte Flore Merlin, presenza discreta che restituisce con apprezzabile sobrietà le Ouverture da La Vie parisienne e La Vie mondaine. E’ musica leggera, ma non scontata, che trova il punto di forza nel testo ora comico, ora serio, ora didascalico. Il Valzer finale di Hahn è indiscutibilmente di livello superiore a tutti gli altri brani e Lenormand adatta bene la voce all’atmosfera decadente della valse, l’ultima danza prima che la festa finisca, quando ormai abbandonate dall’amante di turno ci si accascia sul canapè e una lacrima nera cola sulla guancia.

Sala sold out e pubblico entusiasta. Il concerto verrà riproposto il 24 marzo 2019 alle 17.00.

Luca Benvenuti

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