Cultura e spettacolo

Ricordando Faber…e nemmeno un rimpianto

A vent’anni dalla sua scomparsa, Fabrizio “Faber” De André è stato omaggiato l’11 gennaio in ogni dove. Teatri, live club e piazze lo ricordano, facendo riecheggiare i poetici testi delle sue canzoni ormai divenuti veri e propri inni trasmessi, proprio come quella freccia che «dall’arco scocca e vola veloce di bocca in bocca», di padre in figlio. E difatti, questo è lo scenario al quale si è assistito al Teatro Astra di Vicenza che per l’occasione ha ospitato lo spettacolo prodotto da Le Officine del Suono, gruppo composto da musicisti e docenti che da tempo lavorano sulla storia del ‘900 proponendo vere e proprie “lezioni-concerto”.

Una sala gremita, composta da diverse fasce d’età (dai liceali sino ai sessantottini che con Fabrizio son scesi in piazza), che a fine di ogni brano non ha badato a regalare intensi applausi e partecipazione.

 

 

“E nemmeno un rimpianto….in viaggio con Fabrizio”, questo il titolo del nuovo spettacolo de Le Officine, che amalgama canzoni, testi letterari e immagini proponendo una scaletta che volutamente verte sui brani meno noti e più complessi tra cui “Il ritorno di Giuseppe” e “Maria nella bottega del falegname” da La buona novella; “Il suonatore Jones”, “Una storia sbagliata”, “Quello che non ho”, “Creuza de mà” e “Le acciughe fanno il pallone”.

Ciascun brano, doverosamente riarrangiato, viene alternato dalla lettura di testi che introducono i brani, per l’occasione letti e interpretati dall’attore e drammaturgo Carlo Presotto che ha sostituito Paola Rossi (La Piccionaia).

Per i meno addentrati nella discografia del cantautore genovese non sono mancati, a fine spettacolo, i brani più conosciuti di Faber. Perché, come lui stesso avrebbe ricordato impugnando la sua chitarra: «anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti».

Nico Parente

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