Cultura e spettacolo

A Vigonza grande successo per “Savana padana”

A Vigonza  il programma #TEMPOPRESENTE teatro al borgo insolito ha ripreso con un focus dedicato a “SAVANA PADANA”  libro e spettacolo teatrale dei due artisti cittadini,  lo scrittore Matteo Righetto e  il regista Stefano Scandaletti .

L’interazione

La compagnia del teatro Stabile del Veneto  ha portato a Vigonza Savana Padana già presentato la scorsa estate a Padova e ora in tournée. Il 9  e 10 marzo si sono svolti l’incontro pubblico con autori e attori e lo spettacolo teatrale, con il consueto feed back al termine tra artisti e spettatori.

Gli appuntamenti

Il teatro Quirino de Giorgio nel cuore del borgo storico di Vigonza (PD)  ha ospitato lo scorso fine settimana un doppio appuntamento, alla scoperta  di quelle speciali alchimie e abilità che si creano nella composizione di un testo letterario e nella creazione di una drammaturgia, fino alla messa in scena teatrale vera e propria.

Non è scontato sapere cosa accade quando uno scrittore affronta e realizza la propria opera letteraria, ma ancora molti ignorano cosa accade quando  da un libro si crea una drammaturgia , scrittura specifica per il teatro.  L’invito è stato di venire a scoprire “come si fa” e “ cosa succede” prima di vedere lo spettacolo e scoprire il risultato in scena.  

“Matteo si è stupito che avessi scelto questo libro – racconta il regista Scandaletti nell’incontro di sabato – Non eravamo nemmeno amici, si è emozionato nel sapere che portavo sul palco una sua opera”.

“Ho cominciato qui facendo teatro da ragazzi, qui ho preparato il mio primo provino – prosegue – Savana Padana è ambientato a Vigonza, il mio paese, con una visione un po’ pessimista della Vigonza attuale, che diventa un po’ un “non luogo”. Ma attraverso lo humor nero si riesce paradossalmente a ridere: è un’ironia sarcastica.

Le dichiarazioni

Commenta il Sindaco Stefano Marangon Da un libro sorprendente una piece teatrale stupefacente, che lascia senza fiato. Una vicenda spasmodica, una storia marcatamente vigontina, nel suo regista Stefano Scandaletti, nell’autore del libro da cui è tratta, Matteo Righetto, e nella sua ambientazione, San Vito  e Pionca. Un appuntamento che non si poteva perdere. La cultura è il centro della vita di una persona, non potevamo mancare questo appuntamento.”

La compagnia

La compagnia teatrale del Teatro Stabile del Veneto, formata dagli attori Riccardo Gamba, Pietro Quadrino, Davide Sportelli, Francesco Wolf, dal regista drammaturgo Stefano Scandaletti, dal soundesign Lorenzo Danesin e da Enrico Berardi per le luci, hanno abitato in residenza artistica il Teatro Quirino De Giorgio per i 3 giorni di riallestimento dello spettacolo, e messo in scena questo spettacolo completamente privo di scenografia, e forse proprio per questo così potente.

Quattro attori e quattro sedie, nient’altro. Tutto si svolge attraverso i corpi e le parole degli attori che cambiano continuamente personaggio, narrano, parlano, si muovono con un’intensità che colpisce.

Savana Padana

Savana Padana è una storia di confini: quello tra i capannoni e i campi di mais, quello tra gli italiani e gli stranieri più o meno integrati, quello tra la ricchezza economica e la povertà culturale. In queste frizioni lo scrittore Matteo Righetto cerca la polpa per il proprio romanzo, che è un racconto fortemente contemporaneo e sanguigno, un noir dai tratti grotteschi. La versione teatrale, adattata e diretta da Stefano Scandaletti, offre una rilettura del testo che descrive una sorta di far west in salsa padana.

Note di regia

Un paese disperso nella pianura Padana, tra Brenta e Piovego, una fascia di terra, umida e tignosa, dove Matteo Righetto e io siamo cresciuti.
Righetto ambienta proprio qui, in questo territorio che pare senza regole, il suo primo romanzo, e io scelgo di portare in scena quel panorama umano che ha formato la mia adolescenza con una rilettura tragicomica, dal sapore pulp.
Seguiamo i personaggi del romanzo nei meandri delle loro losche attività di scambio, infarcite di diatribe, conflitti, inganni: prede, predatori e strategie di sopravvivenza – l’immaginario brutale che divide il forte e il debole.
Il tempo è fermo, la natura non è indifferente alle risse degli uomini. La statua di un santo diventa nascondiglio e oggetto del desiderio.
Il motore dell’azione è affidato a questi elementi che scandiscono il clima di malessere e danno un input chiaro alla storia.

La parabola è raccontata dalla voce di quattro attori in uno spazio fortemente simbolico.Per sopravvivere alla disperazione, alla routine quotidiana i quattro protagonisti cercano una rivalsa, a scapito di qualcun altro, in definitiva pretendono qualcosa indietro dalla vita.
Una delle sfide e dei temi di lavoro più difficili è come affrontare una riflessione sulla libertà di azione e sulla responsabilità individuale che tocca il pensiero di noi oggi. In una società che ci invita a rompere tutti i legami, che indebolisce le condizioni della civiltà, in cui non si parla d’altro se non della necessità di proteggersi, di sopravvivere alle catastrofi in arrivo, si giunge a un punto in cui tutti si sentono liberi da principi o divieti, atti e comportamenti impensabili diventano possibili in una sorta di habitat dove tutto è permesso.

“Il territorio di Vigonza non è semplicemente il luogo dove vivo, ma il luogo dove sono nati mio padre e il padre di mio padre. Una delle mie patrie, quindi. Un genius loci familiare, culturale e linguistico che ha destato parte del mio immaginario giovanile e del mio provocatorio paesaggio letterario.” Matteo Righetto

Un grande successo di pubblico dunque per quest’opera, che si spera verrà accolta da molti altri teatri, non solo del Veneto.

Sara Zanferrari

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