Ateneo Veneto nella bufera

Accuse al comitato elettorale«Mancanza di trasparenza»

Il giorno dopo la mancata elezione del Presidente, all’Ateneo Veneto le polemiche non si placano. Bisognerà aspettare 10 giorni ancora, fino all’assemblea convocata per il 21 dicembre, per capire che cosa abbia deciso il comitato elettorale. Il fatto è che nessuno dei due candidati arrivati al ballottaggio, l’ex presidente del Fai Veneto Maria Camilla Bianchini d’Alberigo e l’ex ambasciatore Gianpaolo Scarante, ha ottenuto il 50% più uno di chi ha votato personalmente o per delega, così come era stato stabilito dal Comitato e reso noto ai soci dal Presidente uscente, Guido Zucconi, nella circolare del 5 dicembre.

Dei 337 soci che si sono espressi, 12 hanno annullato la scheda, mentre l’ex portavoce del Fai ha raggranellato 158 voti e l’ambasciatore 167. Vale a dire il 46,8 per cento la prima e il 49,55 per cento il secondo. «La mia avversaria si stava complimentando – racconta Scarante – C’era aria di festa. Poi dai membri del comitato elettorale sono venuti i dubbi».

Il comitato elettorale è una novità nell’Ateneo, nominato quando si sono fatte avanti ben tre candidature, una prima assoluta in 200 anni di storia dell’ente.

 

Presieduto dalla magistrato Antonella Magaraggia, è composto dagli avvocati Raffaello Martelli e Simone Zancani. Nelle scorse settimane hanno provato a interpretare il regolamento e da qui a formulare un vademecum per delle elezioni inusuali. Ora sono loro sul banco degli accusati. Sui social media, soci ed ex si sono scatenati.

A dar fuoco alle polveri è stato un post di Laura Fincato, un passato politico da assessore, parlamentare e sottosegretario: «Siamo scivolati sul regolamento! Ma noi a Venezia abbiamo esperienza di ballottaggi». Maria Luisa Semi, che vanta un lungo pedigree in Ateneo, va giù durissima: «Mi sembra sia in mano a degli incompetenti». Sotto accusa anche il presidente per aver permesso l’impasse: «Mancanza di trasparenza», «Villanissimo», «Non è stato super-partes». Insomma, volano gli stracci in Campo San Fantin.

E i due avversari? «Mi colpisce il clima di confusione – dice Scarante – Mi è sembrato l’ennesimo freno al cambiamento. Non vorrei fosse il riflesso di conservazione di un po’ tutta la città». Lui si augura che il comitato affermi la regola d’oro dei ballottaggi: vince chi prende un voto in più. Dubbiosa Bianchini d’Alberigo: «Ci rimettiamo alle decisioni del comitato». E aggiunge, a mo’ di sfida: «Ma anche noi faremo le nostre valutazioni». Significa che preferirebbe rivotare? E se non si raggiungesse mai il quorum? «Chi lo sa.

D’altra parte mi sembra evidente che i voti della terza candidata, Tiziana Agostini, si sono riversati sul mio competitor. Magari avevano preso accordi prima». Si prevede un’assemblea infuocata.

 

 

A.V.