Il biotestamento rinviato a settembre, ma rischia di saltare in Senato

"Legge tradita". Tremila emendamenti e poca volontà

“Una legge tradita”, accusa l’associazione Coscioni che da anni si batte in prima fila per i diritti civili. Un’attesa infinita per le migliaia di italiani che aspettano da anni di poter decidere sul fine della loro vita, della loro esistenza, su come andarsene senza soffrire, quali cure rifiutare. E soprattutto avere la certezza che le loro volontà saranno rispettare quando non avranno parole per dirlo. Questo garantiva la legge sul biotestamento. Le norme, passate alla Camera poco dopo la morte di Dj Fabo che tante polemiche e partecipazione aveva provocato, sarebbero dovute andare oggi in Senato Così non è, così non sarà: è stato deciso il rinvio a settembre.

“Ci sono tremila emendamenti, esponenti di Ap e Forza Italia si sono iscritti numerosi a parlare. Se manca la volontà politica non si può fare nulla. Rischia di andare tutto a settembre” dice la presidente della commissione sanità in Senato Emilia De Biasi, Pd, che aveva programmato anche sedute notturne per velocizzare l’esame.

“Poi nelle ultime settimane c’è stata l’emergenza vaccini, appena finita abbiamo rimesso in calendario il biotestamento ma con questa mole di emendamenti e interventi l’unica via è la scelta politica: si potrebbe infatti andare in aula senza relatore ma se non c’è volontà, accordo tra i partiti…”

E quello sembra proprio mancare. Come conferma anche Laura Bianconi, capogruppo di Ap al Senato: “Certi temi, come il biotestamento, vanno approfonditi per le implicazioni etiche che comportano. Lavoriamo senza compressione, l’orizzonte è la fine della legislatura”. Ma sono decenni che in Italia si parla di diritto del malato a decidere sulla sua vita, addirittura di eutanasia (non prevista nel biotestamento). La prima volta è stato 41 anni fa con Loris Fortuna, quello della legge sul divorzio. Poi 4 anni fa una nuovo disegno di legge presentato dall’associazione Coscioni raccogliendo più di 120mila, appoggiato da centinaia di onorevoli bipartisan.

Adesso il nuovo stop, il rinvio a settembre. Come gli esami di una volta. Col timore di una bocciatura vista la crisi politica sempre ventilata, gli annunci di nuove elezioni che si rincorrono.

E cosi se l’associazione Coscioni si appella ai capigruppo chiedendo di impegnarsi perche “ad un anno dalla morte di Max Fanelli, a otto anni da quella di Eluana Englaro, a 11 da quella di Piergiorgio Welby, è giunto il momento che anche  l’Italia – ultima in Europa – riconosca il diritto di ogni persona a decidere in autonomia sul proprio corpo, sulla propria vita e sul proprio fine vita”.

Nel frattempo, sul sito della campagna Eutanasia Legale hanno attivato un sistema che dà la possibilità ad ogni cittadino di contattare il proprio parlamentare chiedendo spiegazioni su ciò che sta succedendo a Palazzo Montecitorio.

Hanno già risposto il senatore Ichino (“L’approveremo prima della fine della legislatura. Promesso”), la sen. Puppato: (“Condivido pienamente l’appello e per quanto nelle mie possibilità farò di tutto per fare in modo che la legge sia approvata”) e la senatrice. Cirinnà con l’impegno di approvare la legge senza ulteriori modifiche.

C.C.