Carnevale di Venezia, tra fascino e storia

Un evento senza tempo

Non ho mai amato il carnevale, devo dire la verità. Le maschere mi hanno fatto sempre uno strano effetto di inquietudine ma poi quando ho letto la storia del Carnevale di Venezia, se non il più grandioso sicuramente quello più conosciuto per fascino e mistero, la curiosità ha sopraffatto la diffidenza. Sì perché ancora oggi a distanza di 900 anni dal documento che fa riferimento a questa famosissima festa, il Carnevale veneziano porta con sé storie, detti e ricordi indelebili e carismatici. Il documento ufficiale che dichiara il Carnevale una festa pubblica è del 1296 quando il Senato della Repubblica dichiarò festivo l’ultimo giorno della Quaresima.

Tuttavia il Carnevale ha tradizioni molto più antiche che rimandano ai culti ancestrali di passaggio dall’inverno alla primavera, culti presenti in quasi tutte le società, basti pensare ai culti dionisiaci nei quali il motto era “Una volta all’anno è lecito non avere freni” tradizione voleva che le classi dirigenti e più abbienti veneziane concedessero ai ceti più umili di diventare, per un breve periodo dell’anno, simili ai potenti, autorizzandoli addirittura di poter burlare pubblicamente i ricchi indossando una maschera sul volto. Una utile valvola di sfogo per tenere sotto controllo le tensioni sociali….Oggi il Carnevale ha la durata di circa dieci giorni in coincidenza del periodo pre-pasquale ma la febbre del Carnevale a Venezia da sempre comincia molto prima.

Un tempo il Carnevale consentiva ai Veneziani di lasciar da parte le occupazioni per dedicarsi totalmente ai divertimenti La città di Venezia, grande città commerciale, ha sempre avuto un legame privilegiato con l’Oriente cui non manca, in ogni edizione, un riferimento, che continua a legare la festa più nota della Serenissima al leggendario Viaggio del veneziano Marco Polo verso la Cina alla corte di Qubilai Khan dove visse per circa venticinque anni. Fu il 700 il secolo che, più di ogni altro, rese Venezia luogo dalle infinite suggestioni e patrimonio della fantasia del mondo. Il mondo di Giacomo Casanova, il mondo di pittori come Boucher e Fragonard, Longhi, Rosalba Carriera e Giambattista Tiepolo, la patria del padre della Commedia dei Caratteri, Carlo Goldoni. Nel XIX secolo, invece, Venezia e il suo Carnevale incarnano il mito romantico e diventa meta di artisti, scrittori, musicisti, avventurieri e bellissime dame di tutto il mondo.

Il Carnevale ebbe un momento di stasi dopo la caduta della Repubblica di Venezia perché malvisto dalla temporanea occupazione di austriaci e francesi.Venne nuovamente inaugurato nel 1979. Il Comune di Venezia, il Teatro La Fenice, l’azienda provinciale di soggiorno e la Biennale prepararono un programma di 11 giorni. Oggi il Carnevale di Venezia richiama folle di gente da tutto il mondo con migliaia di maschere in festa che si snodano tra le piazze e le calli veneziane balli, scherzi, galà esclusivi e romantici incontri.Tutto per una decina di giorni, quasi a voler aprire una parentesi magica e unica di una seppur breve lucida “follia”.

Giuliana Lucca