C’è una bella atmosfera su Venere

Afrodite ci salverà.

Addio bella Afrodite, ormai la tua rotazione non sarà più un segreto”: così l’astronomo Giovanni Schiaparelli, che nell’agosto del 1878 fu il primo a dare una vera risposta sul grande enigma della rotazione di Venere, pianeta avvolto da uno spesso strato di nubi e difficile da analizzare con gli strumenti dell’epoca. Prima stella del mattino o luce del tramonto, ci misero molto tempo gli antichi per comprendere che si trattava dello stesso puntino sfavillante. Sarà forse per questo che gli uomini dopo millenni di competizione sessuale non sono in grado di dare una risposta all’universo femminile? In effetti non hanno ancora scoperto la rotazione della donna e ignorano totalmente la sua atmosfera. Quella di Venere è pura anidride carbonica, trionfale effetto serra, che schiaccerebbe all’istante qualsiasi intruso non venusiano. Tuttavia consigliamo agli amici marziani di fare un salto sui crateri del pianeta dell’amore, per scoprire quanto in alto è riuscita a volare la donna, superata solo dagli angeli. Da millenni ha operato su tutto lo scibile umano, con talento, originalità, determinazione, nonostante tutto. E’ ufficiale: salverà il mondo.elena-cornaro-piscopia-ritratto

Su Venere tutti i crateri con diametro maggiore di 20 km, portano il nome di donne famose, tra regine mesopotamiche, principesse bizantine, biochimiche e astronome, volteggiano Josephine Baker, Sarah Bernhardt, Maria Callas, Artemisia Gentileschi. Il cratere Piscopia, un diametro di 26 km, porta il nome della prima donna laureata al mondo: Elena Lucrezia Cornaro Piscopia. Proponiamo una  passeggiata verso Ca’Farsetti, sede municipale di Venezia, per leggere l’iscrizione che ricorda l’impresa, perché di impresa si tratta, equivalente alla prima spedizione sull’Everest o allo sbarco dell’uomo sulla luna. Elena nasce a Venezia il 5 giugno 1646, estremamente colta, parla latino, greco, francese, inglese, spagnolo, studia l’ebraico, suona l’arpa e il clavicembalo. Si iscrive all’università di Padova, ma le viene negata l’ammissione alla laurea, con la motivazione ben esposta dal vescovo di Padova Gregorio Barbarigo: ”la donna è inferiore rispetto all’uomo e non è capace di ragionamenti difficili.”
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Dopo un lungo contenzioso, Elena ottiene la sua laurea, non in teologia (una donna non potrebbe mai insegnare la dottrina di Cristo), ma in filosofia, suscitando clamore e interesse internazionale.

L’odio è verso la donna che sa, quanto mai illuminante la frase di Fiora Gandolfi, giornalista, scrittrice, fotografa, autrice di performance contro il femminicidio. Straordinaria rappresentante di una famiglia di donne femministe veneziane e trevigiane, con la bisnonna che si iscrive all’Università di Padova perché  Ca’ Foscari a Venezia, come istituzione non esiste ancora. Ci racconta che nell’ottocento alle donne laureate lanciavano pietre e patate, i pomodori ancora non si usavano! La donna sapiente, la strega, veniva a priori eliminata, perché colpevole. Dalle martiri cristiane come Santa Pudenziana, Santa Agnese, Santa Lucia, seviziate e torturate per amore di Cristo ma soprattutto per la volontà di sapere, di studiare. Voleva solo studiare Malala, adolescente pakistana ferita quasi mortalmente dai talebani, Nobel per la pace nel 2014 e simbolo di lotta contro la sopraffazione, voce libera per tutte le bambine e il loro diritto all’istruzione. Una storia che commuove alla luce del 25 Novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, proclamata dalle Nazioni Unite, con una serie di incontri capaci di coinvolgere tutti, soprattutto gli  uomini. Tra le proposte anche l’invito ad indossare capi di colore arancione, colore ufficiale dell’iniziativa. Screziati di rosso sangue sono i capi di Fiora Gandolfi che si chiede: “violenza o distruzione simbolica delle donne? Una violenza che nasce non da passioni o patologie come vogliono farci credere ma da radici culturali.” Le grandi manifestazioni preparate in questi giorni sono la fotografia di un 2016 impietoso, pieno di violenza, uccisioni, aggressioni. Bilancio pesante anche per il nostro paese, mentre scriviamo sono già 116 le vittime di femminicidio in Italia.

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Fiora ci racconta anche le clamorose tappe della sua attività giornalistica, nel mondo della moda, (in quel tempo le sfilate erano criptiche per pochi eletti, vietato fotografare), così lei disegnava. Dino Buzzati vede i suoi lavori e la chiama al Corriere d’Informazione, testata d’avanguardia con Gaetano Afeltra come capo redattore. Nel frattempo segue il Giro d’Italia e un bel giorno nasce la storia d’amore con il mitico Helenio Herrera, mago dell’invincibile Inter, l’allenatore che ha rivoluzionato questa professione.”Il mondo era la sua patria scrive Fiora, aveva scelto di essere straniero, cioè diverso ovunque, escogitava cose che non erano mai state inventate. Cercava sempre cielo, acqua, verde, terra, aria. Credeva infatti che le decisioni difficili, inutilmente cercate a tavolino, nascessero spontaneamente dai silenzi sonori della natura”. Helenio ha anticipato i tempi con lo studio dei poteri dell’autosuggestione del training autogeno, con la ricerca di una alimentazione corretta. Aveva predisposto durante i ritiri, corsi di scacchi e di inglese per i giocatori. Sottoscriviamo questo suo aforisma prezioso: “Crea spazi vuoti. Nel calcio come nella vita, nella pittura, nella musica i vuoti e i silenzi sono importanti come i pieni.”

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In questa vicenda di passione dedicata alle donne e agli uomini che amano le donne, un’anticipazione letteraria: il 2017 sarà l’anno di Ovidio, 2000 anni dalla sua morte. La città che gli ha dato i natali, Sulmona, prepara festeggiamenti, unitamente a studiosi e ricercatori di tutto il mondo. Amatissimo poeta, con i suoi versi licenziosi fece innamorare di sé molte matrone romane fra le quali Livia, terza moglie dell’Imperatore Ottaviano Augusto, suscitando in seguito invidie e gelosie che lo porteranno all’esilio, ma questa è tutta un’altra storia. Meglio chiudere con un suo incipit:

Venti avversi o mari tempestosi non possono fermare chi da amore è sospinto”.

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Elisabetta Pasquettin Marina Petternella

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