Il cibo, con filosofia: il nuovo numero della rivista La Chiave di Sophia

Poche cose costituiscono parte integrante della nostra quotidianità come il cibo.

Ci nutriamo almeno tre volte al giorno e quando non mangiamo spesso ci troviamo a pensare al cibo, poi quando non ci pensiamo e non mangiamo, magari accendiamo la televisione o sfogliamo un giornale ed eccolo lì: è il mondo che ce lo propone davanti, in continuazione. Soprattutto in questi ultimi tempi.

In questi ultimi tempi il cibo è diventato una moda. Se da una parte ciò consente di scoprire nuovi prodotti, nuove modalità di cucinare e ricette, ma anche ci apre ad esperienze sensoriali di altri paesi attraverso i nostri palati, dall’altro tutto ciò per il cibo può dimostrarsi rischioso. Ecco per esempio che la moda dell’avocado cela innumerevoli danni ai contadini cileni che ne sono maggiori produttori.

Il 16 ottobre 2017, non a caso in occasione della giornata internazionale dell’alimentazione, La chiave di Sophia ha pubblicato il suo nuovo numero cartaceo, che porta il titolo di Foodismo. “Foodismo” per noi è tutto quello di cui abbiamo appena parlato: la smania mediatica attorno al cibo, fatta da una parte di arricchimento culturale personale e dall’altra di pericolose insensatezze. «L’universo enogastronomico non può essere appiattito ad una mera moda –spiega Giorgia Favero, caporedattore della rivista– la conoscenza e la consapevolezza, come sempre, sono le armi pacifiche di un corretto vivere nel mondo e per un salutare rapporto con il cibo».

Molti sono i bisogni che, al mero sostentamento umano, si sono aggiunti e continuano ad aggiungersi ai nostri piatti: vogliamo un cibo che sia nuovo e originale o al contrario tradizionale, lo vogliamo biologico, abbiamo bisogno che il pasto sia “fast” oppure sosteniamo la necessità del pasto “slow”, vogliamo che sia bello oppure lo vogliamo buono, anzi magari lo preferiamo sia bello che buono; ricordiamo con nostalgia le pietanze della nonna ma non disdegniamo i moderni “all you can eat” orientaleggianti, non sappiamo resistere a certi prodotti di importazione o al contrario vogliamo contenere l’impatto ambientale e scegliamo la filiera corta; vogliamo buoni prodotti ad alto costo o prodotti “così-così” purché il prezzo sia contenuto, ci aspettiamo che il cibo ci stupisca oppure desideriamo che, al di là del suo aspetto, ci racconti una storia vera.

Tutto questo è quello che vuole raccontare la nostra nuova rivista La Chiave di Sophia: il cibo oltrepassa la questione fisiologica e si apre alla dimensione del senso: quali logiche interessano il mercato e la cultura del cibo lungo il sottile confine tra bisogni, scelte e tendenze? In essa le nostre voci si mescolano a quelle di professionisti e pensatori della nostra epoca, di enti, aziende ed associazioni che hanno un loro modo di intendere e di comunicare il cibo. Tra questi: Goppion Caffè, Valsana e EcorNaturaSì, la Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition, l’Associazione Italiana Food Blogger, l’ente di tutela Consorzio Vini Venezia, il Master in Cultura del Cibo e del Vino dell’Università Ca’ Foscari Venezia, l’app Edo – Ora sai cosa mangi, il meteorologo e Presidente della Società Meteorologica Italiana Luca Mercalli, il filosofo Leonardo Caffo, gli chef Antonia Klugmann e Gualtiero Marchesi, il pasticcere Iginio Massari, il dottor Carlo Petrini di Slow Food Italia, il professor Andrea Segrè dell’Università degli Studi di Bologna e presidente della Fondazione FICO di Bologna, la professoressa Luisa Stagi dell’Università degli Studi di Genova, il professor Danilo Gasparini dell’Università degli Studi di Padova, il critico culinario Daniele Gaudioso, i ristoranti Africa Experience e Orient Experience di Venezia.

«Un valore aggiunto per la nostra rivista e per questa ricerca, è proprio la pluralità di voci chiamate ad intervenire sul tema, avendo come focus l’uomo e la complessità del mondo contemporaneo -spiega Elena Casagrande, direttore editoriale della rivista- enti, personalità di spicco e aziende del settore, hanno ben accolto la necessità di ripensare il nostro rapporto con il cibo, andando alla radice della questione e confrontandosi con la riflessione filosofica.»

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Buona lettura a tutti voi!

La chiave di Sophia