Cos’è la Green Society?

“Green” è un termine che negli ultimi decenni sta andando sempre più di moda: Era Green, Green Economy, Green Society.
Il motivo è semplice: l’imponente crescita tecnica dell’uomo ha gradualmente creato una separazione delle due dimensioni, umana e naturale, intendendo la seconda come una sorta di “serbatoio” dal quale attingere tutto l’occorrente per far progredire l’altra. In altre parole, l’ambiente non è più considerato un’entità vitale, dignitosa, meritevole di esistere senza un fine, alla quale l’uomo appartiene. Nell’ottica antropocentrica, l’ambiente è diventato un mezzo dell’uomo.

Nonostante questo paraocchi che ci siamo creati, noi continuiamo a vivere in un ecosistema molto ampio che comprende il “verde”, ma anche gli animali e tutto ciò che di naturale esiste. Ce ne ricordiamo purtroppo solo in occasione di eventi catastrofici ai quali reagiamo puntando il dito contro la natura matrigna.
La natura invece non è matrigna né benigna: esiste e basta, con le sue dinamiche e il suo modo di essere, e noi viviamo in essa. Grazie alla tecnica, che è propria del nostro essere uomini e che quindi non va condannata, abbiamo acquisito un grande potere; qualcuno però diceva che da grandi poteri derivano delle grandi responsabilità, ed è proprio questo il passaggio che stiamo dimenticando. Perché la nostra grandezza di uomini non può misurarsi con le nostre capacità ma nel modo in cui ci rapportiamo con chi è più debole di noi e che quindi va protetto. Gli uomini non dovrebbero vedersi come i più pericolosi predatori ma come i più forti difensori. Non male come cambiamento di prospettiva!

Questo implica che l’umanità intera è coinvolta, perché a dover cambiare è il nostro modo di vedere noi stessi. Negli ultimi decenni la Green Economy, ovvero le strategie ecosostenibili messe in atto nel settore economico e produttivo (dunque da aziende, industrie e così via), ha determinato un passetto nella direzione giusta, ma non basta: ciò che è necessario è la formazione di una Green Society, dunque di una società di individui che pensa e si percepisce all’interno di un ambiente che va difeso e che nel suo vivere quotidiano agisce di conseguenza. Impiegando anche il nostro punto forte, ovvero la tecnica. Siamo sempre convinti di non poter cambiare nulla nel mondo, eppure dimentichiamo l’importanza del nostro potere d’acquisto. Pensiamo solo all’olio di palma: diventando tutti noi dei consumatori più informati abbiamo indotto le industrie dolciarie a trovare olii alternativi nella produzione dei loro prodotti.

Noi de La chiave di Sophia abbiamo dedicato il secondo numero della nostra rivista proprio al tema ambientale ed una delle chiavi di volta della nostra ricerca è proprio il concetto che racchiude tutte queste riflessioni: la responsabilità. Questo è il tema che vogliamo approfondire nel primo appuntamento della nostra rassegna Ri-pensare l’ambiente, che si svolgerà sabato 18 marzo alle 17.00 presso la Sala dei Battuti a Conegliano. In quest’occasione ospiteremo Giacomo De Luca, presidente di Savno Servizi, e il professore e scrittore Luigi Emmolo; a seguire un brindisi per festeggiare il lancio del nuovo numero della rivista.
Vi aspettiamo allora per condividere delle riflessioni su questo tema, augurandoci che possano diventare spunto per un nuovo paradigma di vita quotidiana.

di Giorgia Favero

La chiave di Sophia

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