Dal pensiero all’azione

Cos’è la Filosofia?

Per la maggior parte delle persone la Filosofia è semplicemente una materia inutile, arcaica e pesante e questo perché vista come disciplina astratta, lontana dalla concretezza (nel senso materialistico del termine) cui siamo abituati oggi.

Si pensa troppo spesso che il vero

“sapere derivi dalla scienza e che la tecnologia risolva tutti i problemi. Eppure Popper [Karl, 1902-1994, ndr] e gli epistemologi hanno spiegato che la scienza per definizione non può avere idee universali e necessarie, ma coerenti con un paradigma dominante in quel preciso momento. La bellezza della Filosofia è di poter contenere anche sistemi opposti perché le nostre idee non sono definitive”. Giovanni Reale

Questo dimostrerebbe che anche il pensiero scientifico deriva proprio da quello filosofico, così come tutti i tipi di pensiero, perché la Filosofia è la meraviglia, la curiosità, il domandarsi ed è da queste tre basi che scaturiscono tutti i progressi: ci si meraviglia di un evento, ci si incuriosisce di esso e ci si domanda come possa nascere ed evolversi. Questa è pura Filosofia!

Anche Aristotele nella Metafisica racconta come gli uomini abbiano iniziato a fare Filosofia per la meraviglia nei confronti di problemi sempre più difficili e complessi, come quello della generazione dell’universo che non poteva essere conosciuto; ecco che la Filosofia scaturisce allora dalla meraviglia verso l’ignoto, nei confronti della consapevolezza del non sapere, quindi è nato il bisogno di liberarsi dall’ignoranza attraverso il pensiero; e la Filosofia è proprio riflessione, è “la vita della mente” come affermava Hannah Arendt, ciò che permette a tutti di vivere utilizzando la testa, è il “respiro della mente” secondo Giulio Giorello.

Non bisogna pensare al Filosofo come all’oratore e al pensatore che sta ore in silenzio riflettendo sul chi è, cos’è il mondo e se esiste Dio.

Il Filosofo è colui che applica il pensiero all’azione, è chiunque riesca a possedere se stesso senza lasciarsi travolgere dalla routine impostaci dal progresso.

Così mentre in Italia ci si domanda ancora a cosa serva studiare Filosofia, negli Stati Uniti, uno studente che decide di specializzarsi in informatica deve studiare ugualmente filosofia, storia e letteratura: Martha Nussbaum, docente dell’Università di Chicago, studiosa di filosofia greca e romana, politica ed etica, ha infatti affermato, in un’intervista al Corriere della Sera, che le democrazie per crescere necessitano di buoni tecnici, ma per sopravvivere hanno bisogno anche di filosofia e arte.

Un buon cittadino non necessita solo di competenze tecniche, ma ha assoluto bisogno di capacità critiche e di dibattito che gli permettano di far parte della società non solo in termini produttivi ma anche in quelli strategici e logistici, diventando così un “cittadino democratico”.

di Valeria Genova

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