Dove finisce lo scorrere del tempo

Bisogna scavare a fondo per trovare le prime tracce delle riflessioni sul tempo, sullo scorrere incessante delle cose. Non c’è forse un inizio, perché serviva di certo un orologio o un pendolo a far capire all’essere umano che c’era qualcosa di inafferrabile a scandire il ritmo della vita.

Il primo esempio che balza alla memoria è di certo quello di Eraclito, con il celebre aforisma attribuito al filosofo greco del V secolo a.C.: «Panta rei», tutto scorre.
Il suo pensiero in realtà ci immobilizza, perché non possiamo fare nulla sul tempo. Non possiamo bloccarlo né direzionarlo. Non possiamo rallentarlo né velocizzarlo.
Il tempo scorre, scorre sempre e non si può influenzare.

Tutti gli sforzi fatti per imparare a gestire meglio il nostro tempo sono vani. Non possiamo infatti gestire il tempo, ma possiamo gestire il modo in cui noi ci immergiamo in questo flusso. Il tempo non può essere gestito, il nostro modo di sfruttarlo sì.
Sta a noi la responsabilità di come utilizzarlo, di come cavalcare l’eterna onda del tempo che scorre. Il nostro compito è quindi quello di aspettare? Forse, ma probabilmente dovevamo aspettare il momento di agire. E quel momento è arrivato. Senza perdersi in riflessioni troppo contorte, che non lasciano spazio a soluzioni né a definizioni.
Sant’Agostino, nelle sue Confessioni, ci spiega che il tempo è qualcosa che conosciamo, che sappiamo maneggiare, ma che non possiamo definire. Se ci fermiamo a rifletterci e a cercare di dare una definizione al tempo, ci perdiamo.
«Cos’è il tempo? Chi saprebbe spiegarlo in forma piana e breve? Chi saprebbe formarsene anche solo il concetto nella mente, per poi esprimerlo a parole? Eppure, quale parola più familiare e nota del tempo ritorna nelle nostre conversazioni

Diversi invece sono gli spunti che ci lascia Bergson. La sua visione del tempo è qualcosa di non lineare. Non è soltanto un flusso che passa e va. Ma è qualcosa che lascia un segno, che va a
depositarsi sul passato:
«Il tempo è come un gomitolo di filo o una valanga, che continuamente mutano e crescono su se medesimi».
Il tempo quindi scorre e si accumula sul tempo passato. Le nostre esperienze vanno ad incrementare la nostra storia, la nostra vita. Tutto si ingrassa, non c’è qualcosa che passa e se ne va.
«La vita è un flusso continuo che noi cerchiamo di arrestare, di fissare in forme stabili e determinate, dentro e fuori di noi. (…) Ma dentro noi stessi il flusso continua, indistinto, sotto gli argini, oltre i limiti che noi imponiamo e il flusso della vita è in tutti».
Non ci resta che accettare questo scorrere inesorabile, interrogandoci però su cosa abbiamo fatto in questa giornata per godere appieno della nostra vita e della nostra esistenza.

Giacomo Dall’Ava