Il Direttore Risponde

Sono ormai parecchi mesi che seguo il dibattito politico in Veneto e noto una certa polarizzazione, per non chiamarla distrazione di massa, su alcuni temi come l’autonomia del Veneto e lo speculare peso (piuma) della nostra regione sulla scena nazionale. Temi certo molto affascinanti che però aldilà di alcune fiammate giornalistiche poco influiranno sulla vita dei veneti. Ci sono problemi seri che vanno affrontati con mano ferma come la crisi del sistema bancario e di un certo modo “creativo” di mescolare impresa, politica e interessi di bottega che ha portato ai disastri che ormai ben conosciamo ma sui quali non si riesce a porvi rimedio.

Ci sono questioni che solo dieci anni fa erano considerate strategiche e sulle quali molti esponenti del mondo politico, imprenditoriale e amministrativo avevano letto come fondamentali: penso al sistema portuale e alla grande questione di Porto Marghera. Molti punti interrogativi rispetto ai quali registro una certa fiacchezza da parte di chi ha responsabilità di governo (senza per questo riferirsi ad una amministrazione in particolare) sommata ad una scarsa energia politica. Concordo con chi afferma che oggi sono stati piazzati metaforicamente molti specchietti luccicanti per distrarre le allodole e questo, aggiungo a parer mio, dimostra non solo pochezza ma anche un certo provincialismo nel leggere le dinamiche politiche del nostro territorio che di tutto ha bisogno men che meno di un periodo di operazioni di piccolo respiro.

Siccome credo che oggi tanto in Italia quanto a Venezia ci sia invece bisogno di un respiro liberal popolare e credo inoltre che serva una scintilla per far partire questo processo, chiedo se non sia il caso di riunire, anche solo per aprire una fase di analisi politica e di proposta di politiche, chi si iscrive a quest’area moderata, civica e appunto popolare e liberale per iniziare a tornare protagonisti e offrire una visione e un percorso a quanti fanno fatica a riconoscersi (o lo fanno per mera sopravvivenza) nel panorama politico veneto. Credo che i tempi siano maturi a poco meno di un anno dalle prossime politiche e dopo due anni dalle scorse elezioni regionali e amministrative che hanno interessato il Veneto e il Comune di Venezia.

Alvise Canniello, Alternativa Popolare Venezia

Gentile Lettore, la sua analisi è certo precisa e inappuntabile, ma dobbiamo tenere conto anche di molti altri aspetti. In Italia già alcune regioni godono di uno statuto che, fiscalmente, da un punto di vista della sanità etc. permettono di avere molta autonomia rispetto a Roma. Adesso il Veneto cerca di percorrere la stessa strada e, stando alle notizie degli ultimi giorni, sembra si siano aperti buoni spiragli. Purtroppo non ho la sfera di cristallo e non posso prevedere quanto avverrà. Di certi i temi sul piatto sono tanti (e non solo Porto Marghera) come quello delle banche nate come territoriali che hanno mandato sul lastrico centinaia di persone. Sarà un processo lungo, lo sappiamo, ma se non si prova a cambiare resteremo sempre in una situazione di stallo

Il Direttore