La difficoltà di una donna di arrivare in alto in un mondo imprenditoriale considerato maschile

Una donna al comando

“Prima di tutto il mondo del business non ha genere, l’organizzazione “economica” invece si ed è decisamente maschile.Questa circostanza è considerata (e lo è) un problema, spesso però diventa anche un alibi, una scusa.

Il problema ha una connotazione “gender” ma la radice, a mio avviso, è nell’ Ingiustizia. Perchè una donna capace deve guadagnare di meno di un uomo capace quanto lei? perchè non può arrivare in posti di potere in modo libero e trasparente?? qui uso donna ma è chiaro a tutti che l’ingiustizia non ha genere e le stesse domande le possiamo declinare anche al maschile e non cambierebbe quasi niente.

Quasi, perchè questo sistema costruito da e per gli uomini ci vede arrivare, prima come comparse (impiegate, segretarie, aiutanti del marito, etc.), e, da non molto tempo, quali protagoniste (imprenditrici, self-employment, top manager di importanti organizzazioni, sindaci, capi di governo..etc).

Entrare in questa organizzazione ha significato, per noi tutte, grandi rinunce e molti sacrifici, qualcuno di più dei nostri colleghi uomini; ciò nonostante molte donne ci sono riuscite ieri, ci riescono oggi e ci riusciranno ancora di più domani perchè perseveranza, innovazione ed empatia appartengono quasi naturalmente alla knowledge femminile.

Si domanderà quali siano state queste rinunce?? io come molte di noi, abbiamo dovuto fare delle scelte: ad es. i tempi delle riunioni strategiche (quelle dove si decideva per capirci) erano sistematicamente fatte nel pomeriggio tardi o alla sera: molte di noi hanno scelto di sacrificare fidanzati, mariti, o amici per esserci; qualcuna di noi si è dovuta “camuffare” perchè magari essere belle ed in carriera poteva significare solo una cosa: essere disponibili; ho visto donne alle quali è stato “spiegato” che andare alla recita del figlio sarebbe stato molto più proficuo che partecipare a riunioni importanti per la “carriera”. Di “cose” così (preferite chiamarli ricatti?) chi ha la mia età, e non sono matusalemme, ne ha viste e vissute diverse.
Tutto questo, fortunatamente lo abbiamo superato quasi del tutto, anche se dobbiamo camminare ancora un pò perchè come si sa: le cattive abitudini sono difficili a morire.
Concludo rivolgendomi alle più giovani, all’esercito di 20enni 30enni e 40enni: la strada è stata feroce, lo sarà ancora ma questo è irrilevante, perchè io so per certo, che nessuna di noi mollerà.

Good Luck !”

Annalisa Macrì

Dott.ssa Annalisa Macri presidente terziario donna Confcommercio Unione Metropolitana di Venezia

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