La nostra informazione

Cosa cambia nel panorama italiano

È vero, l’informazione vive un momento di crisi, l’editoria attraversa una fase delicatissima. Colpa del terremoto economico, della pubblicità venuta a mancare, dei lettori stanchi e certamente più poveri. La grande stampa reagisce in alcuni casi con concentrazioni. La piccola si difende. Qualche volta spunta dal nulla per contrattaccare : ecco il compito de Il Sestante News. Uscire dall’informazione in qualche modo rimasta legata ai grandi eventi e cercare il “piccolo ma grande” nel locale e cercare di farlo respirare, dargli spazio e voce. Aprire a tutto quello al quale tanti chiudono la porta in faccia. Agire in controtendenza, puntare sul domani e sui giovani, a volte fare un passo indietro e riscoprire il passato per vedere il futuro: è questo il senso de Il Sestante, anche cercando idee nuove, scoprire nuovi talenti. Vuole far uscire allo scoperto la realtà e le esigenze, per esempio, di una categoria sorpresa dalla crisi in maniera fin troppo sensibile e archiviata genericamente come “precariato”.

Come avverrà? Attraverso le pagine del nostro settimanale che, pur mantenendo la struttura principale nella sede cuore miranese, permetterà a tutti di leggere e vivere in prima persona la realtà del suo comune e di quelli vicini, di andare anche a scoprire anche quelle informazioni che spesso rimangono quasi coperte da un velo anche all’interno del territorio.

Il Sestante non è solo uno strumento, ma mette in evidenza le differenze. Crede nella sua sfida di piccola/ grande novità dell’informazione locale. Noi de Il Sestante preferiamo vedere la crisi come uno stimolo per la ricerca di soluzioni alternative, come un’opportunità. Un’opportunità anche per il lettore che, attraverso il “suo” giornale, ha l’occasione di soddisfare quella sete di identità territoriale, di appartenenza alla propria comunità che l’informazione globale inevitabilmente produce. C’è un piccolo mondo da scoprire, ognuno di voi lettori può accendere la luce e illuminarne un tratto, una strada, un albero, una pagina di burocrazia, un gesto di solidarietà ma anche un gesto di arroganza.

di Gian Nicola Pittalis

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