La verità dell’amore

L’amore è quel sentimento originario e profondo che ci attraversa tutti.

Originario perché rinvia al legame ancestrale che instauriamo con l’Altro. Profondo per la sua naturale e straordinaria intensità.

Siamo, in un modo o nell’altro, sempre accompagnati dall’amore. Anche durante quei momenti difficili e dolorosi cui siamo spesse volte chiamati all’appello. Anche se non ce ne accorgiamo, l’amore è lì. E ci chiama. Anzi, si soffre per lasciare all’amore uno spiraglio di luce. Uno spazio in cui poterlo coltivare di nuovo.

Talvolta, però, lo dimentichiamo. Altre volte, invece, la paura e la sofferenza ci attraversano talmente da farci credere che l’amore non esista. Oppure, che si sia dimenticato di noi. Sprofondiamo in certezze rassicuranti che ci permettono di sopravvivere. Pezzi del puzzle di un’esistenza che si incastrano perfettamente nel tentativo di comporre un filo senza nodi.

Tuttavia, malgrado la sua sete di autonomia e di indipendenza, l’essere umano è costretto ad affrontare i suoi stessi limiti, gli stessi limiti imposti dalla sua natura finita e dunque vulnerabile. Una dimensione vulnerabile e unica che spinge ciascuno di noi contro una realtà che si disvela e si mostra all’umano per le sue contraddizioni e le sue difficoltà, i suoi rischi e i suoi dubbi. Gli stessi dubbi e gli stessi intoppi che fanno quotidianamente parte dell’amore.  Non c’è nulla di più difficile, infatti, del riuscire ad accogliere e raccogliere nelle proprie vite la complessità delle emozioni che sorgono in seno di questo sentimento. Un amore impastato delle contraddizioni dell’esistenza. Un amore pieno di nodi, di fatiche. Un amore che vuole delle risposte che non potrà mai avere. Un amore che mette a nudo le vulnerabilità di ciascuno, senza vergogna, senza maschere. Un amore che solo dà, e che nulla vuole in cambio. Liberato dalle catene delle aspettative e delle pretese. Talvolta sospeso e in attesa. A tratti distante, ma pur sempre presente.

D’altronde, la gratuità del dono consiste esattamente in questo: non esiste garanzia alcuna di un ritorno.

Ci lasciamo andare all’altro senza avere la certezza che quest’ultimo possa, in qualche modo, darci ciò di cui abbiamo bisogno. Può non corrispondere all’immagine che abbiamo costruito di lui. Può non essere presente nel momento in cui lo vorremmo. Può non assecondare ciascuno dei nostri bisogni, soddisfandoli.

Diventiamo perciò i destinatari di una serie di negazioni che sembrano opporsi a quell’idea dell’amore che ci ha cullato, fin dall’infanzia. Senza renderci talvolta conto che, quella in cui siamo cresciuti, è una bolla di sapone destinata a scoppiare. Le sue pareti, troppo fragili e sottili, hanno ceduto, catapultandoci in un mondo imperfetto in cui il controllo non può essere sovrano. Ci troviamo perciò a fare i conti con quella realtà nuda e cruda che fatichiamo ad accettare perché imperfetta. Così come con quell’amore che non avremmo mai pensato di volere ma che, in fondo, è esattamente quello che desideriamo.

Sara Roggi

www.lachiavedisophia.com

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