L’Opinione dell’Uomo Qualunque

Un tuffo nella storia

Il Tempo, la storia, la cultura dei nostri “Veci”, sempre più miraggi che stanno svanendo, obnubilati da un “progresso ignorante” che ammanta le generazioni in essere.

La sistematica sgretolazione del nostro passato aiuta la costruzione del futuro? Esiste ancora una generazione che voglia costruire un futuro o siamo schiavi del presente e soliti badare al “mito per lo più troppo enfatizzato” del “carpe diem”?

Ma cos’è la generazione attuale? Il concetto di generazione è trasversale a quelli di passato, presente e futuro: ogni generazione segna un’epoca e assimila la moda, i valori e le innovazioni del periodo in cui vive.

Sentire invece qualcuno che ti invita a ‘cogliere l’attimo’ nella tua vita ti fa automaticamente pensare all’ieri e al domani come ad una zavorra il primo e ad una chimera il secondo. Ieri, oggi o domani non importa: il nostro tempo è comunque o quanto meno, dovrebbe essere segnato dalle conquiste e fallimenti, dalle idee dei padri che i figli concretizzano e dovrebbero condividere con il resto del genere umano, da illusioni fantascientifiche che un giorno potrebbero diventare scienza.

Il sogno di saper volare è antico come l’umanità, oggi possiamo farlo in aereo o col paracadute ed i più temerari si danno allo skydiving. Fino al secolo scorso si comunicava tramite missive e le novità erano già storia quando venivano lette.

Oggi la tecnologia ci permette d’essere in contatto live con chiunque in qualunque luogo del mondo grazie a chat, social networks, servizi di messaggistica istantanea, blog o da quotidiani o riviste on line. Il filo conduttore tra passato, presente e futuro è uno solo e si chiamerebbe progresso.

Il progresso in cui viviamo però, di fatto sta distruggendo parte della nostra essenza, sta distruggendo la cultura, quella cultura che volenti o dolenti, spesso passa dalla cellulosa, quella materia che permette una volta lavorata di poter veder nascere da fiumi d’inchiostro tomi ricchi di sensazioni, sentimenti, emozioni racchiusi in lettere che al leggerle una dietro l’altra diventano storie.

In ordine di tempo, l’ultima “emozione” che ho avuto il piacere di leggere è stata “ I grandi condottieri della Serenissima” una lettura veloce ma ricca di patos, amore, storia, una storia quasi ammantata di leggenda, ma pur sempre storia vera.

I €6,90 spesi per questo libro edito “Biblioteca dei Leoni” allegato al quotidiano Il Gazzettino, sono soldi ben spesi, per coloro i quali bramosi di futuro necessitano di sapere, capire, comprendere ciò che è stato. Leggere le gesta di uomini che hanno lasciato il segno, capire i percorsi della storia aiuta a comprendere il presente ed ancor più a delineare strade per il futuro.

Parlo e scrivo con animo Indipendentista, per vedere un giorno il mio amato Veneto tornare a rifiorire come un tempo che fu! Forse il mio è un sogno, forse la mia è utopia, potrebbe però essere che la mia sia la voglia di veder realizzati i sogni dei miei avi che della Serenissima sono stati i padri!

Partendo da chi per San Marco si è fatto “scuoiare vivo” Marcantonio Bragadin, uomo fiero e fedele,  a rileggere le gesta del Doge Gritti, uomo dotato di doti politiche eccezionali, di capacità commerciali fuori dal comune ed innato avanguardista culturale e sociale, per poi passare al carismatico Doge Morosini “inventore” dei moderni marines, o a coloro i quali di fatto salvarono Venezia e l’Europa tutta dagli invasori ottomani,( tema assai attuale ) i comandanti Agostino Barbarigo e Sebastiano Venier, leggere di questi uomini, leggere delle loro gesta e ripercorrere con la fantasia- reale della lettura,  gli onori dell’essere di un tempo dovrebbe far riflettere i più e dare il là a consapevolezze che il progresso, questo progresso in cui viviamo altro non è che un disfacimento della morale piegata dal menefreghismo pressappochista del quotidiano.

Lo so che il mio richiamo probabilmente ai più risulterà silente, ma qualora anche uno solo dei lettori, volesse intraprendere una riscossa per cercare di creare un futuro migliore, invito tutti a ripercorrere la storia, magari semplicemente partendo dalla lettura del passato Serenissimo che la collana di libri del Gazzettino sta egregiamente distribuendo.

Roberto Agirmo

10561551_10203609329507462_4492663162234886294_n