Il radicchio rosso arriva a Venezia e Padova

Si allarga la zona del radicchio di Treviso. Il 21 novembre il consiglio del Consorzio tutela radicchio rosso di Treviso Igp e Radicchio variegato di Castelfranco Igp valuterà la proposta di allargamento dell’Igp ai territori di Castelfranco Veneto, Riese, Resana, Loreggia, San Zenone, Loria, Povegliano, Massanzago, Villanova di Camposampiero, Borgoricco e Santa Maria di Sala (tra le province quindi di Treviso, Padova e Venezia, portando da 17 a 28 i Comuni dell’area storica). È probabile che l’operazione venga approvata.

Se ne è parlato a Zero Branco in un convegno che ha fatto il punto su produzione, mercati e consumi: l’incontro è coinciso con l’avvio ufficiale della stagione del radicchio di Treviso tardivo Igp, un’eccellenza che rappresenta ancora una nicchia nell’ambito della produzione nazionale dell’ortaggio. «Nel 2017 in Italia si sono prodotte 234mila tonnellate di radicchi su 13.700 ettari, di questi 7.700 sono coltivati in Veneto (64%). Un mercato da 60 milioni di euro che va in controtendenza rispetto al calo dei consumi ortofrutticoli: +7 il prezzo, +5% i consumi che corrispondono ad un +12% di spesa».

Ma se il radicchio piace agli italiani (e soprattutto alle famiglie venete che ne acquistano oltre 5 chili a stagione per una spesa media superiore ai 10 euro), il vero radicchio di Treviso Igp rappresenta solo il 3% della quota venduta nella grande distribuzione. I margini di crescita, dunque, sono ancora ampi. Per questo il Consorzio sta portando avanti «una grande operazione per il deposito del marchio Radicchio di Treviso anche nei Paesi extra Ue, Usa, Canada, Russia, Svizzera, Giappone, Australia» come ha affermato Denis Susanna, direttore del Consorzio di Tutela.

C.C.