Il Re Sole e la sua caduta, a Mirano la performance artistica di Bruno Tonolo

atomic entimema

Era il 6 agosto del 1945 quando un bombardiere Usa lanciò su Hiroshima la prima bomba atomica provocando decine di migliaia di morti. Fu la fine della Seconda guerra mondiale ma fece anche nascere la consapevolezza che quell’arma poteva essere un orribile, quanto concreto strumento per decretare la fine del mondo. Bruno Tonolo artista poliedrico che sa legare testi, immagini e musica e che da sempre promuove iniziative per far crescere la coscienza contro la proliferazione della armi nucleari, proprio per domenica 6 agosto ha organizzato a Mirano un evento volto a ricordare quell’immane tragedia.

Un appuntamento che sarà inaugurato domenica mattina poco dopo le 10 nella barchessa di villa 25 aprile dalla sindaca Maria Rosa Pavanello. Dopo un breve intervento del professor Pascolini che farà il punto sul trattato di non proliferazione si aprirà la mostra, patrocinata dal Comune di Mirano, e dove l’obiettivo non è di vendere qualcuno degli strepitosi quadri che Bruno Tonolo presenta, ma di far comprendere la tragedia a cui va incontro l’umanità se non si abbandona definitivamente la strategia nucleare.

Per questo evento dove immagini e musica si legano indissolubilmente, l’artista ha lavorato due anni con una scelta coraggiosa di immagini dove l’astrattismo che per certi aspetti sembrerebbe addirittura richiamare Guernica di Pablo Picasso, si mescola con i ritratti e la storia. Da qui il tiolo “Il Re Sole e la sua caduta” e il sottotitolo “atomic entimema” con l’utilizzo di una figura retorica che si rifà addirittura ad Aristotele. Perché, ed è qui forse la chiave di lettura più appropriata della performance di Bruno Tonolo, se la battaglia di Valmy del 20 settembre del 1792 decretò la vittoria della Francia rivoluzionaria sugli eserciti delle monarchie europee e quindi la fine di un mondo, l’arma nucleare potrebbe rappresentare davvero  la fine del mondo.

Pietro Ruo