Il Sestante risponde

Ci scrive il Sig. Derussis in merito all’articolo di Corrado Poli apparso lo scorso numero dal titolo “Il futuro della mobilità”. Ecco quanto ha riportato:  “Parigi, al 31 dic. 1991 non conosceva il tram ovvero ZERO TRAM. Ma aveva il programma progetti pronti per n 10 linee. Non come il Mod. Roma: da Porta Maggiore a Tor de’ Schiavi, sulla via Prenestina, transitano n. 3 linee e ogni metro di carreggiata binarizzato viene conteggiato x 3;  ogni fermata conta per 3. Ha sentito parlare del Vélib parigino?  del contributo comunale (dal 17 luglio 2007 ancoran vigore) perl’acquisto delle bici personali? Ha sentito parlare delle cento aree a Z30? (erano 30 al 17.7.2007  e sono diventate 100 entro il 30 giugno 2013) e, quelle vie delle Z30 a senso unico che hanno tutte la pista ciclabile nel doppio senso?

Il nostro giornalista si è sentito in dovere di rispondere.

“Quelle che lei correttamente segnala sono interventi pensati oltre trent’anni fa, cominciati a realizzare venti anni fa, entrati a regime da circa quindici anni e completati da qualche anno. Noi dobbiamo cominciare a pensare quello che sarà utile domani non ripetere vecchie tecnologie. Quanto alle zone a traffico limitato o a 30K/h e alle piste ciclabili, come ho scritto più volte anche per il Sestante, il problema è farle funzionare: non basta un cartello o qualche multa, ma un processo di attuazione che richiede specialisti e competenze che noi non utilizziamo. A Padova fu finanziato l’acquisto di biciclette a pedalata assistita, ma questi interventi estemporanei servono solo a … che vende le bici”.

Corrado Poli