Sete di vetro: un sogno divenuto realtà

Quando si parla all’animo umano spesso si riescono a trasmettere emozioni, sentimenti, stupore, amicizia, unione e tanta parte di ciò che abbiamo dentro di noi, ma che per tanti motivi raramente esprimiamo.

Quando si parla di eventi a Venezia, una città con un calendario ricchissimo di appuntamenti (mostre, concerti, eventi, presentazioni di libri, anniversari, storia, opere d’arte …), talvolta si nota la veste troppo pubblica e poco intima degli stessi, incentrata sull’idea che chi sta fuori ha di Venezia; raramente invece le occasioni d’incontro sono misurate a ciò che è l’essenza intima della città lagunare.

Ma di recente un avvenimento speciale si è distinto per aver saputo mettere insieme sul palcoscenico della Serenissima, in occasione della Venice Glass Week, il fascino discreto di cose preziose e rare.

Pochi giorni dopo la conclusione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e della Regata Storica, il 14 Settembre, in uno splendido e centrale albergo a cinque stelle dotato di accoglienti e grandi saloni si è svolta una “cerimonia” (termine improprio, ma utile a comprendere anche il lato solenne della serata) dove la storia di una famiglia veneziana ed in particolare di una persona che di quella famiglia è stato esponente di spicco, ha consentito agli invitati di imparare, di riflettere, di partecipare e vivere profonde emozioni.

Al punto che a distanza di svariati giorni queste continuano a vivere in modo singolare e toccante in chi le ha vissute ed è per questo che abbiamo deciso di testimoniarle in queste righe per i nostri lettori.

Ma occorre andare per ordine.

A Venezia tutti sanno cosa significa il nome Moretti: vetro, arte, sensibilità, rispetto, ammirazione, tradizione, magia, delicatezza, fragilità, colori, sostanza.

Il pubblico intervenuto è rimasto affascinato dall’evento e dalle sapienti e coinvolgenti parole delle cugine Marta e Carlotta Moretti e quelle della storica del vetro Rosa Barovier Mentasti (curatrice di numerose mostre di vetro antico e moderno, nonché discendente di Vincenzo Moretti), che hanno raccontato l’origine delle 102 formelle di vetro di Vincenzo che formano il campionario dei disegni, dei colori e delle combinazioni di paste vitree con i quali egli componeva le sue creazioni.

Le formelle hanno fatto ritorno a Venezia dopo esser state esposte a Parigi nel 2013 in occasione della mostra “Fragile” dedicata a Murano al Musèe Maillol.

Questo campionario, proveniente da collezioni private degli eredi Moretti, è un’eccezionale testimonianza della sua produzione artistica che permette l’attribuzione di paternità ai numerosi vetri murrini presenti in musei e collezioni private.

È da poco più di un anno che uno dei bisnipoti di Vincenzo, Andrea, uno degli ultimi della grande “stirpe di vetro” Moretti, è mancato. Ma la sua personalità speciale ha lasciato un forte segno che non accenna a diminuire.

Le figlie hanno pensato di ricordare il padre con un’iniziativa degna dell’entusiasmo e dello stile dei Moretti. Giovanna, Carlotta e Orsola, le tre figlie di Andrea, a loro volta accompagnate dalla mamma Giuliana dai rispettivi mariti e da uno stuolo di nipoti, si sono trovate circondate da una marea incredibile di persone, che ha riempito la splendida e immensa sala di Ca’ Sagredo, particolarmente armoniosa e decorata con raro buon gusto, perfetta cornice per la presentazione di un’idea, di un sogno realizzato nel segno della continuità.

Partendo dalle formelle “di famiglia” 4×4, sono riuscite a presentare ad amici e conoscenti, amanti del vetro e del bello, un nuovo prodotto che nasce dall’idea di trasportare sulla delicata seta, i colori la trasparenza addirittura le imperfezioni di una materia duttile, fragile e magica come il vetro, unendo così virtualmente l’attività delle 2 famiglie d’origine il vetro dei Moretti e i tessuti dei Bevilacqua, la famiglia di mamma Giuliana.

E questo straordinario mix di luci, colori, antica sapienza artigianale, ha preso nuova vita in un’incredibile e gentile forma utilizzando un materiale nobile come la seta per realizzare dei foulard dipinti con i colori vivaci e le delicate emozioni che solo i maestri vetrai, con la loro sensibilità sanno trasmettere.

E come le farfalle sono il meraviglioso frutto di una trasformazione da una crisalide alla signora dei cieli, così, con raffinatezza e delicatezza, la poesia del vetro si è posata sulla seta.

Le sorelle Moretti non potevano ideare nulla di più affascinante e magico per rendere omaggio al papà, per continuare una tradizione rinnovandola, per realizzare un sogno dedicato a lui e di cui lui sarebbe sicuramente orgoglioso.

Un sogno proprio per lui quel Moretti che alla figlia piccola, scherzando, ma non troppo, diceva teneramente “nelle tue vene scorre il vetro!”

di Alberto Jona Falco (grazie alla collaborazione di Renato Jona)