Sinfonia dal Nuovo Mondo

“L’uomo non si sente mai così solo come tra una folla in cui si aggira perfettamente ignoto a tutti”. Goethe “Viaggio in Italia”

Condivisibile la valutazione dello scrittore tedesco, scrive questo reportage veneziano nel 1786, “alloggiato bene alla Regina d’Inghilterra, non lontano da Piazza San Marco”. Straniero in un altro mondo, osserva la sua solitudine, felice di non essere riconosciuto; come lo siamo noi quando occultiamo la nostra identità con una maschera. E’ l’essenza del carnevale, più uno stato d’animo che una kermesse.

Goethe arriva a Venezia in settembre partendo da Padova con il Burchiello. Si immerge nella quotidianità lagunare con grande passione dalle calli ai campielli. Al teatro di San Luca vede “Le baruffe chiozzotte” di Carlo Goldoni: “Gran lode merita l’autore.. scritto da mano maestra.” Lo attraggono anche le maschere del Gozzi, cita Brighella e Smeraldina: “sono espressioni caratteristiche del paese stesso..qui la gente va in giro quasi tutto l’anno con la maschera sul viso”.

Ed ora che abbiamo anche l’approvazione della Germania,  entriamo nel carnevale 2017 che si preannuncia strepitoso. Grazie ad una serie di favorevoli circostanze astrali, anche la luna sarà occultata nella notte tra il 10 e l’11 febbraio . Si tratta di una eclissi di penombra, che comporta un calo di luminosità del disco lunare. Se siamo fortunati potremo vedere anche il passaggio di una cometa dall’intenso colore verde, visibile anche ad occhio nudo intorno al 12 febbraio.

Dopo tali osservazioni celesti il miglior incipit per un carnevale perfetto consiste nella visita al Museo di Cà Rezzonico per ammirare un capolavoro assoluto: il “Mondo Novo” strepitoso affresco di Giandomenico Tiepolo. Simile ad una quinta teatrale, rappresenta nobili e popolani intenti a guardare una strana casetta, un dispositivo ottico detto: lanterna magica. Permetteva di proiettare immagini partendo da quadri o disegni, felice precursore della televisione. Il titolo probabilmente è legato alla rappresentazione del nuovo continente americano, o al desiderio dell’autore di uscire simbolicamente dalla decadenza della città lagunare. La forza metafisica dell’opera è prorompente e innovativa, tutte le figure danno le spalle allo spettatore, osservano la lanterna e l’orizzonte, in attesa di un evento. Sembra davvero di sentire le note della sinfonia “Dal Nuovo Mondo, quella che Antonín Dvořák compose mentre era a New York.

I primi documenti del carnevale veneziano risalgono al 1094, diventa festa pubblica nel 1296 per decisione del Senato della Repubblica. Occultare la propria identità piaceva molto ai veneziani, propensi a travestirsi in qualsiasi periodo dell’anno. La maschera nascondeva giocatori d’azzardo, incontri clandestini, traffico illecito, prostituzione; costringendo la Serenissima a pesanti sanzioni dal carcere alle frustate alle multe salatissime.

In questi ultimi anni il carnevale ha illuminato la città con l’infinita festa dell’effimero che tutti conosciamo, ma c’è una data importante che cambierà tutto: il 1979, quando il grande Maurizio Scaparro, che ho avuto il privilegio di intervistare, rende omaggio al Teatro del Mondo di Aldo Rossi, edificio galleggiante ancorato in Bacino San Marco, utilizzato per l’edizione del carnevale del 1980. In questo periodo nasce una bella sinergia tra Comune, Biennale, Teatro La Fenice, Associazioni cittadine, che coinvolgerà tutta Venezia e niente sarà più come prima.

Così arriviamo a” Creatum” incantevole tema del carnevale targato Marco Maccapani, l’edizione 2017 ha un sottotitolo seducente: “Vanity af-fair”, inno al migliore dei vizi capitali. Bellezza e vanità diventano una faccenda prioritaria assieme al desiderio di esibirsi. Si punta anche sul fascino della città attraverso il lavoro artigianale; in piazza San Marco le botteghe artigiane illuminate fino a sera mostreranno al visitatore il meglio della creatività. Dall’11 al 28 febbraio un inno allo splendore e alla follia. Apertura con il corteo acqueo nel Rio di Cannaregio, poi la sfilata delle Marie con splendidi costumi rinascimentali. Domenica 19 il tanto atteso volo dell’Angelo (memoria cinquecentesca di un acrobata turco.) Per il volo dell’Aquila il 26 febbraio ci sarà la showgirl Melissa Satta. Chiusura in grande stile martedì grasso con lo Svolo del Leon, imponente gonfalone trionfante sulla città.

Se vi capiterà di andare a Cà Rezzonico in questi giorni, ricordatevi che gli affreschi di Gian Domenico furono strappati dalla villa dei Tiepolo a Zianigo nel 1906 allo scopo di venderli in Francia. La stampa seguì con grande clamore la vicenda lanciando l’allarme per l’eventuale perdita di un capolavoro. Un tempestivo intervento consentì il recupero dell’opera, acquistata dalla città di Venezia e dallo Stato Italiano. Una straordinaria decisione che salvò il Mondo.

Elisabetta Pasquettin