Come Sinfonia… Pino Donaggio “Veneziano dell’Anno 2016”

“ Sogno…sogno…e tu sei con me, chiudo gli occhi e in cielo splende già, una luce…”

Mio padre grande pittore, un giorno mi portò a casa di amici, straordinari musicisti. Nel mio diario di bambina il ricordo è nebuloso ma pieno di armonia. Era una bella casa veneziana, con velluti rossi e un sinuoso pianoforte illuminato dal sole. Adagiato in una nicchia c’era uno splendido violino. “Questo è il suo violino” mi disse dolcemente il papà di Pino Donaggio, lo guardai intensamente provando una grande felicità, sensazione che provo sempre quando penso a questo lontanissimo incontro pieno di magia. Un ricordo indelebile, come la prima volta  del grande cantautore a Sanremo. Eravamo tutti schierati davanti al televisore ad aspettare senza fiato la sua performance: ”Come Sinfonia”(la mia preferita). Compresi subito che era straordinario e anche bellissimo. Sembrava appena uscito dalla Nouvelle vague, trasmetteva “lo splendore del vero” unitamente a  uno stile personalissimo.

Una strepitosa carriera quella di Pino Donaggio, nato nel luogo più colorato del mondo, Burano, miraggio che diede i natali  anche a Baldassarre Galuppi, che con i suoi virtuosismi al clavicembalo incantò Caterina di Russia e tutta San Pietroburgo.

L’Associazione Settemari ha conferito a Donaggio il premio “VENEZIANO DELL’ANNO 2016” con una motivazione che coglie l’essenza del suo percorso professionale e umano: Musicista conosciuto in tutto il mondo, affermato compositore di colonne sonore, autore di canzoni italiane tra le più diffuse di tutti i tempi e in tutti i continenti, artista brillante, illuminato da Venezia e dalla sua laguna che non ha mai voluto abbandonare.

Il 15 gennaio, sale Apollinee del Gran Teatro la Fenice gremite per festeggiare e cantare con lui “Io che non vivo”. La genesi di questo brano presentato a Sanremo nel ’65, è il paradigma di un successo planetario. Fa il giro del mondo con Dusty  Springfield che la incide come “You don’t have to say you love me”(disse di averla registrata nella tromba delle scale perché suonava meglio).

Con Elvis Presley diventa un  classico di tutti i tempi, tra le 5 canzoni più cantate al mondo.

Musicista di grande scuola e spessore, il conservatorio a Venezia e Milano, la collaborazione con i Solisti Veneti e il maestro Scimone, presente alla cerimonia (l’ensemble ha eseguito due arie composte da Donaggio). Poi il sodalizio con i più grandi registi: Liliana Cavani, Dino Risi, Pupi Avati, Dario Argento.

Brian De Palma si avvale spesso del suo contributo, un talento evocativo e sinfonico alla Bernard Herrmann.

Non solo colonne sonore per il cinema, anche molta fiction televisiva: Don Matteo, Provaci ancora Prof, Il maresciallo Rocca, Ho sposato uno sbirro, Un passo dal cielo e tante altre.

Un grande cittadino, esempio per tanti giovani, ha sottolineato il sindaco Brugnaro, mentre il giornalista Maurizio Crovato (veneziano dell’anno 1978), ha paragonato Donaggio a Galuppi, contesi entrambi all’estero ma tornati felicemente in patria:”Senza acqua salsa non saresti un artista, come Galuppi”.

Infatti Pino a 5 anni andava già a pescare con il nonno.

Ha stupito la platea, cantando “Amo Venezia come se fosse una donna, forse di più”, nonostante avesse 38 di febbre!

Tecnica e musica straordinarie ha evidenziato il sovrintendente del Teatro La Fenice Cristiano Chiarot, soddisfatto del record di ascolti del Concerto di Capodanno 2017.

Semplicità e grandezza sono le doti naturali di Pino Donaggio, infiniti successi e nuovi progetti: due film con Terence Hill e la musica per un balletto.

 

Elisabetta Pasquettin