Il testimone racconta:’Come ho vissuto l’assalto al bancomat’

Ennesimo furto. Anche la redazione colpita la sera successiva. Possibile non esista un modo per fermare l'aumento dei furti?

A distanza di una settimana dall’assalto al bancomat di Spinea al Villaggio dei Fiori l’indagine prosegue senza indugi.

Merito anche del video pubblicato da www.ilsestantenews.it e ripreso poi dalle testate quotidiane locali. Il video è stato, dopo la pubblicazione, consegnato alle Forze dell’Ordine che hanno ringraziato la direzione e si sono messe subito in contatto con il passante che ha avuto la prontezza di riprendere il fatto. Sulle indagini, logicamente, c’è il massimo riserbo ma, da quanto si è appreso, i Carabinieri hanno già individuato la pista e, grazie al video, hanno dato una svolta importante alla ricerca dei rapinatori che sembrano essere già stati identificati.

Il Sestante ha così deciso di intervistare il testimone e farsi raccontare in esclusiva quanto è avvenuto. “Stavo passeggiando in quella zona con il mio cane e, dopo un primo colpo sentito all’inizio della strada, successivamente, al secondo boato, ho affrettato il passo e con lo sguardo cercato di capire se veramente avevano fatto saltare un bancomat perchè avevo sentito rumori metallici provenire da sotto i portici dove ha sede la filiale di Veneto Banca”. Così inizia il racconto del testimone che non ha esitato un secondo a fare il suo dovere di cittadino. “Non ci ho pensato due volte e ho preso il telefono e, dopo aver scattato una foto, passato il momento di concitazione ho iniziato a filmare. In quegli attimi persi tra foto e video ho chiaramente udito scandire da uno dei ladri “ndemo”

nel cerchio la cortina di fumo che i rapinatori hanno usato per nascondere la targa

Nella foto un particolare difficile da cogliere è quello relativo ad uno dei ladri posizionato vicino alla macchina che ha già in funzione quello che servirà poi a creare la cortina fumogena per coprire la fuga”.

 

 

La foto e il filmato dimostrano che non si trattava di sprovveduti. “Quando inizio a filmare la banda dei ladri – continua il testimone – avevo già immaginato come sarebbe andata a finire. Invece sono arrivati due carabinieri che all’inizio avevo scambiato per guardie giurate. Erano passati solo pochi attimi e certamente qualcuno prima di me li aveva già allertati. Armi in mano un carabiniere sotto i portici ha sparato un colpo d’avvertimento e ha iniziato a correre verso i ladri intimando loro di fermarsi “fermi, fermi, fermi, fermi” mantenendo una certa distanza di sicurezza con parziale copertura delle vetture parcheggiate davanti alla Veneto Banca. I ladri avevano però ormai raggiunto la macchina e iniziato la fuga scendendo dalla zona di sosta maldestramente e perdendo un borsone dal bagaglio posteriore dal quale sono usciti un piccone e una spranga di ferro. Un carabiniere con la mitraglietta ha cercato di correre dietro l’auto in fuga mantenendosi sempre sotto i portici in sicurezza con un altro collega che lo seguiva a pochi metri. poi si è portato al centro della strada poi raggiunto dal collega. A quel punto hanno intimato a chi si era affacciato di rientrare subito in casa. Aveva più paura per l’incolumità delle persone che non per sé stesso. Recuperata l’auto di servizio il primo carabiniere è salito di corsa urlando “vai..vai” per inseguirli. La mia sensazione è stata di incredulità perché stavo vivendo qualcosa che di solito si vede alla TV invece ero proprio io con estrema freddezza e/o incoscienza che stavo riprendono una scena del crimine”.

Purtroppo non è bastato. Come si vede dal video i carabinieri erano arrivati con una sola pattuglia e a sirene spente per non mettere in fuga i ladri e rischiare un conflitto a fuoco. Avevano parcheggiato vicino e solo nel momento in cui hanno capito che il reato era in corso sono intervenuti cercando anche di tutelare la propria vita.

Il testimone conclude sconsolato. “La mia sensazione, ricavata al comando dei CC, è che finché loro per primi non si sentono tutelati in certi frangenti chi glielo fa fare di rischiare di essere ammazzato o accusato, come capita spesso, per eccesso di legittimità difesa anche quando sono nell’adempimento del loro dovere?”.

Forse sarebbe bastata una seconda pattuglia per fermare i ladri o almeno per bloccare loro la via di fuga. Il problema della sicurezza rimane ed è un problema grave se, come sembra, si tratta della stessa banda che aveva colpito prima anche a Noale. Ma qui siamo in Italia e non in un telefilm e la realtà è ben diversa. Appartamenti, banche, oramai nessuno può sentirsi davvero a sicuro.

Lo dimostra anche il tentato furto subito la notte successiva nella redazione de Il Sestante.

E’ di pochi giorni fa la notizia che la polizia dell’intero miranese adesso verrà rinforzata ed equipaggiata meglio. Ma è sempre troppo facile chiudere i cancelli quando i buoi sono fuggiti. Resta la non certo magra soddisfazione di aver fatto tutti il nostro dovere di cittadini onesti e aver dato, nel nostro piccolo, un aiuto alle indagini. Forse ricostruire in ogni città il senso di “civitas” o appartenenza non sarebbe così male…

Gian Nicola Pittalis