Un dramma non ancora superato

Chissà perché nonostante il tempo passi e le azioni di sensibilizzazione sul tema si siano moltiplicate dal quel 1999 in cui l’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite istituì il 25 novembre come data la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, non riesco ad oggi ancora a vedere superati drammi ed aberranti concezioni culturali.

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Tutto questo mi raggiunge con il solo effetto di cristallizzare un mondo che ci vede oramai assuefatti a tutto. La gravità degli episodi che quotidianamente avvengono e il fatto che nessuno sembra reagire, è inconcepibile. Personalmente il tutto mi genera una grande diffidenza rispetto ciò che appare accompagnato da un grande disprezzo nei confronti di ciò che realmente è. Dire che la realtà in sé è priva di valori è diventata una grande ovvietà. La violenza sulle donne pone serie interrogativi sulle ricadute anche in termini sociali e concordiamo quando attraverso questi accadimenti si debba riflettere in termini di libertà e di democrazia. Ma non è mia intenzione filosofare, qui si tratta di continuare nel lungo percorso che dovrebbe garantire le nostre donne, le nostre cittadine. giornata-mondiale-contro-la-violenza-sulle-donne-greenpinkCittadine, e con questo termine voglio andare oltre, oltre al genere, voglio vedere questi tragici fatti giornalieri con gli occhi, non solo di donna ma di una donna che si occupa del bene pubblico, dei suoi cittadini, delle sue cittadine. E da questo punto di vista, noi non possiamo pensare a codici comportamentali per le nostre donne, a limitarne la libertà, a chiedere che passeggino sempre in compagnia o non escano di sera, noi, dobbiamo garantire l’incolumità delle nostre cittadine, di tutti i nostri cittadini. Il problema non è solo “fisico” , ma anche ed essenzialmente culturale.

Mille sono le sottili discriminazioni che le donne vivono quotidianamente. Non posso che auspicare pene esemplari, e magari provvedimenti unitari europei, urgenti, impellenti, ormai necessari in un assetto sociale cambiato, in una convivenza difficile, in cui culture diverse vedono le donne deboli e possibili soggetti di violenza. In un contesto come questo, in cui i reati sono diversi, gravi, anche predatori, non codificabili, urge, anche per noi, ed è questo che il governo deve mettere il alto alle priorità, la riforma della giustizia, del codice penale in primis. Consapevoli del fatto che con quello che sta accadendo, siamo sguarniti di risposte e di strumenti.giornata-violenza-donne

Resta imprescindibile l’ obiettivo di incardinare inoltre paritaria rappresentanza a partire dai ruoli più importanti, ma anche la necessità di intervenire nel processo decisionale e nelle proposte programmatiche/politiche con linfa nuova, visioni costruttive e “sociali” di tutela volta alle nuove generazioni, ponendo nuove basi di gestione della “cosa pubblica” .

Credo che mai come ora, si debba essere precursori/trici di idee nuove e azioni volte a ricostruire un nuovo Paese. La violenza non potrà più essere tollerata, ne quella eclatante ne quella sottile, continua e denigratoria che spesso le donne vivono giornalmente, perchè il nuovo Paese che vogliamo permetterà a uomini e donne di avere un ruolo, un pensiero, una responsabilità,  cui tutti dovranno contribuire, senza personalismi ed egoismi, ma  volti all’obbiettivo comune del “nostro bene”.

di Deborah Onisto

Capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale di Venezia

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