Un Inferno “da strada”

Come portare cultura in mezzo alla gente

A volte, si può creare attesa e spettacolo anche da soli e radunare attorno a sé tante persone anche senza iniziative programmate come quella del “ritroviamoci in Piazza”. Non fa concorrenza, magari l’idea non è nemmeno troppo originale, fatto sta che domenica, in concomitanza dell’arrivo nelle sale de “L’Inferno” con Tom Hanks tratto dal best seller di Dan Brown dove ci sono anche scene girate a Venezia,  c’è chi l’Inferno (quello di Dante) lo declama in piazza Ferretto, un canto dietro l’altro, soffermandosi sul V° quello di Paolo e Francesca. A farlo è un mestrino di adozione, nato a Padova, padre somalo, madre italiana. È un artista di strada, innamorato della Divina Commedia e si chiama Ali Iusuf Dirie. Italianissimo, ha 44 anni, si esibisce con regolare licenza del sindaco (ha esibito la licenza alla vigilessa in servizio in piazza Ferretto sfoderando un grandissimo sorriso e abita a Mestre dal 1990, tornato dopo dieci anni in Somalia. Come mai Dante? «Perché è un “figone”, ha molte chiavi di lettura, con lui non ci si annoia mai». La gente come reagisce? «La stragrande maggioranza guarda, passa e va. Ci sono anche molti stranieri e non capiscono cosa sto facendo. Ma c’è anche chi ascolta, chi ricorda i versi studiati a scuola, qualcuno li recita con me. È bellissimo vedere bambini che si fermano incuriositi e restano ad ascoltare». E in effetti, però, non c’erano solo bambini ma anche adulti, professori di italiano che sottovoce ripetevano le terzine e, quasi dal nulla, oltre cento curiosi si sono fermati ad assistere a questo spettacolo.img-20161009-wa000 Ali recita tra tutti; si muove, mima i dannati che si lamentano nei gironi, racconta e vive in prima persona le loro sofferenze. Molti si stupiscono, in piazza sono abituati a vedere spettacoli di ogni genere, venditori di palloncini etc. ma uno che recita Dante non si era mai visto.

G.N.P.

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