Violenza contro le donne in Veneto, i dati 2016

In Veneto una ogni cinquecento denuncia abusi

In occasione della giornata mondiale della lotta alla Violenza Femminile, Il Sestante news si “tinge” di rosa e affronta un argomento delicato quanto importante. Ma Veniamo alla nostra Regione e i dati non sono rassicuranti.

È il quadro che emerge dal tavolo regionale antiviolenza. Circa la metà dei casi del 2015 è stata presa in carico, la provincia di Venezia è quella meglio attrezzata.

Sono numeri che preoccupano: nel 2015 sono state oltre 4500 le donne che si sono rivolte ai centri antiviolenza del Veneto, in pratica una ogni 550 donne residenti. Di queste la metà è stata presa in carico dai 20 centri violenza già attivi. basta-violenza-sulle-donneIl fenomeno della violenza contro le donne in Veneto emerge  dai dati 2015 sull’attività della rete dei centri e delle strutture antiviolenza attivati dalle istituzioni e dal volontariato nelle sette province venete, presentati alla prima riunione del nuovo tavolo regionale antiviolenza, coordinato dall’assessore regionale al sociale: nel 2015 i servizi di ascolto hanno registrato 4585 contatti, 2637 sono state le donne accolte dai centri antiviolenza, in media una donna ogni mille residenti, di cui 1907 (7 su 10) prese in carico per la prima volta.

In totale sono 41 le strutture venete che assistono e accolgono donne oggetto di prevaricazioni e violenze, praticamente una struttura ogni 126 mila donne residenti. Il territorio più servito è il Veneziano, con un centro antiviolenza ogni 89 mila donne, il meno servito è il Veronese, con un centro ogni 236 mila donne. 173312396-41bea8b6-38b8-4e12-ab17-fc79226b7df9In ogni provincia è comunque presente una struttura di ascolto e prima accoglienza, grazie alla rete creata da Regione, Comuni (47), Ulss (13) e associazioni di volontariato. Complessivamente, tra fondi statali (prevalenti) e fondi regionali, nel 2015 in Veneto sono stati spesi 2 milioni di euro per contrastare la violenza contro le donne: oltre un milione per i centri antiviolenza, 535 mila euro per le case rifugio, 404 mila euro per le case di secondo livello (strutture di reinserimento). Il costo più consistente è quello sostenuto per il personale, che impegna circa il 40 per cento del budget. I finanziamenti pubblici coprono l’80 per cento del costo complessivo.

“Tra le nuove problematiche da affrontare – sottoliena l’assessore al sociale Manuela Lanzarin – si impone quella dei minori, testimoni e vittime a loro volta di violenze.

Manuela Lanzarin
Manuela Lanzarin

La rete dei centri antiviolenza e delle case rifugio è organizzata per rispondere ai bisogni delle donne; ma la presenza di figli richiede nuove strategie di intervento per garantire loro tutela legale, continuità genitoriale e scolastica, assistenza dei servizi. A tre anni dall’entrata in vigore della legge regionale “per prevenire e contrastare la violenza contro le donne” appare necessario apportare integrazioni e correttivi, per rendere più capillare e articolata la rete dei servizi e, soprattutto, per investire di più nella prevenzione e nell’informazione. Le donne si rivolgono ai centri di ascolto e alle strutture di protezione solo se sanno dove sono, come operano e come entrarvi in contatto”.

In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, IRIS, il Coordinamento dei Centri Antiviolenza del Veneto, andando oltre, rende pubblici i dati delle richieste di aiuto arrivate da gennaio a ottobre 2015 ad oggi ai Centri Antiviolenza della Regione.

1315 donne si sono rivolte ai Centri, numeri che aumentano grazie anche all’incremento dei nostri servizi di ascolto ed accoglienza sul territorio. Più del 50% di queste donne hanno un’età compresa tra i 30 e i 50 anni e vivono relazioni stabili in cui sono presenti nella maggior parte dei casi figli e figlie minori. dati-2015

Del totale delle donne, il 96% (1263) sono vittime di violenza che si consuma all’interno delle mura domestiche, mentre il 4% (52) di queste sono state vittime di violenza extra-familiare. È quindi quasi sempre all’interno della famiglia che avvengono le violenze per mano del marito/compagno, dove i figli e le figlie sono spesso spettatori e spettatrici, quando non coinvolti direttamente, e perciò vittime di violenza assistita.

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Il 25 novembre i territori si mobilitano per sensibilizzare sulla tematica della violenza contro le donne. Momenti di confronto, di riflessione e di approfondimento su un tema tanto in evidenza quanto sconosciuto nelle sue dinamiche più profonde e strutturali.

I dati sono forniti dai Centri antiviolenza aderenti a IRIS che sottolineano come pricipali tipi di violenza (spesso contemporaneamente):

  • Fisica: 560 donne
  • Psicologica: 694 donne
  • Economica: 242 donne
  • Sessuale: 76 donne
  • Assistita: 246 donne
  • Stalking: 84 donne.

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Il Coordinamento dei Centri Antiviolenza Veneto IRIS è composto da:

  • Belluno- Associazione Bellunodonna http://www.bellunodonna.it
  • Padova- Centro Veneto Progetti Donna https://www.facebook.com/donne.deste www.centrodonnapadova.it
  • Treviso- Telefono Rosa http://www.telefonorosatreviso.it
  • Venezia- Cooperativa Iside http://www.isidecoop.com
  • Verona- Telefono Rosa http://www.telefonorosaverona.it
  • Vicenza- Donna chiama donna http://www.donnachiamadonna.org
  • Bassano- Spazio donna
  • Rovigo- Cooperativa Peter Pan

di Gian Nicola Pittalis

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