Zygmunt Bauman

Bauman è stato un uomo fortunato per aver a lungo vissuto attivamente. E anche l’artefice della sua fortuna per la volontà di continuare a pensare e superare le difficoltà che la vita – e la sua in particolare – riserva. Dalle difficoltà ha tratto l’occasione di essere felice, come chiaramente scritto nelle sue opere e interviste. Ha avuto il privilegio di morire a 91 anni, ma giovane: forse un attimo prima di cominciare a invecchiare. Ha attraversato i tempi conservando la capacità di leggere il presente senza lasciarsi ingabbiare dalle interpretazioni e dalle teorie del passato. Iniziò tardi, quasi da anziano, a essere famoso. Ci ha proposto un modo diverso di comprendere la società con rigore accademico e abilità divulgativa.

Lessi il suo primo saggio (Postmodern ethics) dopo averlo incontrato a un Convegno a Londra nel 1995. Molti dei concetti da lui elaborati sono diventati comuni per la lettura della società contemporanea. Anche troppo comuni, poiché si sono trasformati in parole e schemi usati nel quotidiano. Nel frattempo anche la società che ha descritto è passata e si è evoluta. Da qualche anno era diventato ripetitivo e le sue visioni mature per essere sostituite da altre. La civetta di Minerva vola solo al tramonto. Ma il valore dei principi di fondo e il metodo rimangono intatti, come immutata era la sua passione civica.

La sua perdita ci addolora perché ci mostra lo scorrere inesorabile del tempo delle persone. Ma anche quello delle idee. Quel che ci resta di lui non sono le descrizioni sociologiche elaborate trent’anni fa e in seguito sistematizzate. Piuttosto ci resta l’insegnamento umano e intellettuale di un uomo che a sessant’anni fu capace di vedere le cose diversamente e di elaborare idee nuove senza avere smarrito la volontà di diffonderle in un mondo che altri hanno continuato a vedere sempre allo stesso modo.
In cosa è superato Bauman? L’ha scritto lui stesso: “Tutti gli accordi sono temporanei e mutevoli, validi solo fino a disdetta”. Le immagini con cui descriviamo la società e la città sono come slides che passano continuamente. Se ci si cristallizza su una visione, si perde l’occasione di continuare a comprendere il mutamento costante.

Al di là dei contenuti del suo pensiero (non da tutti condivisi) e dell’attualità delle sue descrizioni, Bauman ci ha dimostrato come ci si può liberare anche da vecchi della vecchiaia dei vecchi schemi.

Corrado Poli