Economia e Politica

Intervista in esclusiva al Senatore Andrea Ferrazzi

Andrea Ferrazzi, 50 anni, sposato con Stella, un figlio e due figlie: Pietro, Maria e Irene, sin da giovane si dedica alla politica. Eletto la prima volta in Consiglio Provinciale e nominato Assessore alla Cultura, all’Istruzione e all’Assistenza della Provincia di Venezia. Successivamente Vicepresidente della Provincia di Venezia. Diventa senatore nel 2018, nelle liste del Partito Democratico nella circoscrizione Veneto. Dal 14 novembre 2018 è vicepresidente della Commissione bicamerale d’inchiesta sulle Ecomafie.

L’intervista a Ferrazzi

Senatore Ferrazzi, come vede l’attuale situazione politica italiana? “La situazione è molto complicata. Il governo è composto da forze che non vanno esattamente d’accordo. Malgrado il contratto di governo, le tensioni sono all’ordine del giorno e questo poi ha delle ripercussioni che sono sotto gli occhi di tutti, per esempio sotto il punto di vista economico. A rimetterci è il paese, e l’Italia non può permettersi tensioni di questo tipo”.

Sul Governo

Ferrazzi, trova che i parlamentari Cinque Stelle siano incapaci di stare al passo con quelli della Lega? “I parlamentari della Lega hanno vissuto esperienze politiche che li pongono oggettivamente ad un altro livello professionale. Molti di loro hanno fatto gli assessori, i consiglieri comunali e conoscono il mestiere e lo stesso dicasi per il PD. I candidati dei Cinque Stelle sono nuovi, ma d’altronde questa è l’apologia dell’inesperienza portata avanti da Grillo alla nascita del movimento. Se dovessi farmi togliere un dente, andrei da un professionista capace di svolgere il suo mestiere e non da un passante qualsiasi. La competenza è un valore, e da parte di molti parlamentari dei Cinque Stelle, questa manca”.

Il caso 5 Stelle

Eppure gli italiani li hanno votati in massa, pur sapendo della loro inesperienza… “Ogni 25 anni gli italiani hanno bisogno di una piccola rivoluzione: a ritroso partendo dal movimento Cinque Stelle, risalendo troviamo la fine della Prima Repubblica nel 93 e ancora i moti del ’68, la fine del fascismo nel ’45 e la sua nascita nel ’22. D’altra parte c’è stata una grande strumentalizzazione di questo messaggio di rottura e rivoluzione e dopo che tutte le promesse fatte in campagna elettorale sono state infrante, la batosta elettorale è stata inevitabile”.

Su Salvini

Ferrazzi, Salvini è una persona che promette tantissimo: tutte queste promesse finiranno per ritorcersi contro di lui? “Salvini non è il primo caso di politico dal grande appoggio popolare in Italia. Sono tutti precipitati nel giro di pochi mesi. Anche lui racconta molte balle in campagna elettorale, ma poi le ripercussioni arrivano, e gli italiani se ne stanno rendendo conto. Va riconosciuto che ha una grande capacità mediatica, una grande capacità di catalizzare l’attenzione sull’immigrazione, lasciando che tutto il resto rimanga fuori dai riflettori”.

Il futuro

Quindi secondo lei c’è da preoccuparsi per il governo nel breve periodo? “La mia impressione è che finché ci sarà da fare la legge di bilancio, il governo terrà. Ad autunno ci saranno dei problemi, ma probabilmente scaricheranno tutto sul debito pubblico come, in parte, hanno già fatto in passato. Soldi che dovranno ripagare i nostri figli, come se io comprassi una Lamborghini a mio figlio, ma lo facessi accendendogli un mutuo. Probabilmente aumenteranno l’Iva in maniera selettiva e tenteranno di togliere gli 80€ di Renzi”.

Le Imprese

Ferrazzi, questo governo non ha fatto nulla per gli imprenditori e per la dignità del lavoratore. Come mai ci si è orientati solo verso provvedimenti populisti? “Ricordo Di Maio fuori da Palazzo Chigi dicendo: “Abbiamo abolito la povertà” alla nascita del Decreto Dignità, e abbiamo visto le conseguenze. Credo che questo sia un tema forte nel nostro paese. Tutti i partiti, dovrebbero lavorare su questo, affrontando e mordendo i temi, senza raccontarci balle. Questo impegno dobbiamo caricarcelo tutti, non solo il PD”.

L’Autonomia per Ferrazzi

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Lei prima parlava dell’autonomia, il governo Renzi aveva a suo tempo bocciato la legge per la consulta… “Io sono un convinto federalista e autonomista. Bisogna liberare e federare le risorse del territorio, di questo ne sono certo. I due disegni di legge di cui parla erano stati ritenuti incostituzionali dalla Corte Costituzionale: non chiedevano l’autonomia, ma la scissione del Veneto dal contesto nazionale. Il referendum è stato invece appoggiato dal PD, referendum reso possibile dalla riforma del titolo quinto voluta dal centro-sinistra. Questa burla dell’autonomia non sta portando da nessuna parte. Si continua a rinviare: di questo passo, semplicemente, non si farà mai”.

Il sogno nel cassetto di Ferrazzi

Ferrazzi, se lei per un giorno fosse ministro, che ministro le farebbe piacere fare? “In Veneto ci sono famiglie che lo scorso inverno hanno faticato a pagarsi il riscaldamento, famiglie che faticavano a mettere insieme due pasti a giornata. Io credo che serva un nuovo piano di welfare, che di questo passo non resisterà se non ci decidiamo a ragionare in ottica europea e qui investirei il mio tempo. Dopodiché mi piacerebbe molto lavorare nel mio settore, ossia l’urbanistica: città pulite, belle e ricche di verde, dove non si spreca l’80% dell’energia nelle abitazioni con la peggiore classe energetica”.

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