Economia e Politica

Il PD cerca il riscatto con le primarie ma crolla il numero dei tesserati

Tra posizionamenti e scelte di campo, uno dei pochi dati certi sembra essere il crollo delle tessere. Finiti i tempi in cui il Partito Democratico in Veneto sfiorava i trentamila iscritti, oggi i tesserati al Pd tra Rovigo e Belluno, Padova e Vicenza, Verona, Venezia e Treviso sarebbero meno di un terzo. Diecimila, forse addirittura novemila. Per quanto pochi – ma è un crollo generalizzato, ne sa qualcosa anche Forza Italia – saranno questi iscritti a scegliere, in ambito veneto, la terna dei candidati alla segreteria nazionale che poi, il 3 marzo, si sfideranno alle primarie aperte.

Al momento i candidati sono 7, anche se per la formalizzazione delle candidature bisognerà attendere il prossimo mese: Marco Minniti, Nicola Zingaretti, Maurizio Martina, Matteo Richetti, il giovane Dario Corallo, Francesco Boccia, Cesare Damiano. Chi vincerà in Veneto?

 

Il meccanismo congressuale è complicato. A gennaio si terranno le convenzioni, cioè le riunioni dei circoli i cui iscritti – peraltro il tesseramento è ancora in corso – voteranno tra i sette in lizza e i tre più votati andranno alle primarie. Le primarie si terranno il 3 marzo e saranno primarie aperte, significa che voteranno anche i non iscritti al Pd. Se poi nessuno alle primarie aperte prenderà il 50% più uno dei voti, allora a scegliere il segretario nazionale sarà l’assemblea nazionale dei delegati. Ecco perché le convenzioni dei circoli sono fondamentali: in previsione che nessuno prenda la maggioranza assoluta ai gazebo – cosa peraltro più che possibile in mancanza di un leader trascinatore di folle – saranno i delegati eletti dagli iscritti a decidere le sorti del partito.

Date e modalità sono ancora ufficiose, dato che il regolamento del congresso sarà deciso domani dalla direzione nazionale. E ufficiosi sono anche gli schieramenti. Il fronte renziano, ad esempio, dovrebbe essere compatto sull’ex ministro degli Interni Minniti, ma i riferimenti nazionali potrebbero avere ripercussioni anche in ambito locale. Ad esempio: Delrio appoggia Martina, pure l’ex governatrice del Friuli Venezia Giulia Serracchiani sostiene il segretario uscente, l’ex premier Gentiloni invece sta con Zingaretti.

Dei renziani veneti ad appoggiare Minniti sarebbero i parlamentari Roger De Menech, Andrea Ferrazzi, Alessia Rotta, Sara Moretto, Gianni Dal Moro, Alessandro Zan. Il veneziano Nicola Pellicani è incerto. Appoggerà Martina? «Non ho ancora deciso». Non ha deciso neanche il capogruppo dem in consiglio regionale del Veneto, Stefano Fracasso, che tutti davano per martiniano di ferro: «Ho preparato un manifesto veneto, vediamo chi e cosa risponde».

L’area dei cosiddetti orlandiani sta con Zingaretti, solo che oltre al consigliere regionale Graziano Azzalin e al presidente dell’assemblea regionale del Pd veneto Giovanni Tonella, ci sarebbe pure l’ex sottosegretario Pier Paolo Baretta.
E il segretario veneto? Alessandro Bisato dice di non aver sciolto le riserve: «Vorrei mantenere una posizione terza».

Per gentile concessione di La7

E.P. il sestante news

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