Economia e Politica

IL PROGRAMMA PER LE EUROPEE DI SANDRA SAVINO

SPAZIO ELETTORALE. RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO CON PIACERE IL PROGRAMMA ELETTORALE DI SANDRA SAVINO. CHI VOLESSE VEDERE PUBBLICATO IL SUO PROGRAMMA PUO’ MANDARLO IN FORMATO WORD O JPG A direttore@ilsestantenews.it

Il 26 maggio l’Italia eleggerà 73 rappresentanti nel Parlamento Europeo e a quarant’anni dalla prima elezione comunitaria siamo chiamati ad una sfida epocale in un momento storico di nuovi nazionalismi e nuovi sovranismi che nulla hanno a che fare con il sano patriottismo che è insito nel popolo italiano, fondatore dell’Unione Europea. La mia candidatura all’Europarlamento nasce per dare vita ad un progetto che dia la possibilità di non sprecare le tante opportunità che Bruxelles può offrire alle nostre Comunità e credo che ciò potrà avvenire solo costruendo una solida rete tra amministratori locali e rappresentanti europei. L’idea è quella di creare un forte legame bidirezionale: i Comuni, le Provincie e le Regioni che stimolano con proposte e i rappresentanti dell’Europarlamento che le recepiscono e danno risposte concrete. Il Partito Popolare Europeo, casa di Forza Italia, partito più numeroso a Strasburgo è campione di questo modus operandi. Il mio impegno sarà quello di portare in Europa le istanze di coloro i quali producono gli straordinari prodotti agricoli ed enogastronomici del Nord-Est, così come ho fatto da componente della Commissione Agricoltura della Camera. Per rilanciare l’economia del nostro Paese sarà fondamentale attivare percorsi virtuosi di finanziamento degli agglomerati artigianali e industriali che appartengono alla tradizione economica dei circa mille e cinquecento Comuni che fanno parte di questo vasto e bellissimo Collegio. Per il bene del nostro Paese, credo che non basti proporre uno sterile antagonismo verso Bruxelles mentre gli altri Stati, meglio attrezzati e più attenti di noi ai processi legislativi europei, portano a casa risorse economiche e persino leggi che rendono sempre meno competitivi i nostri territori nei loro confronti. Lavorerò per ostruire una rete di amministratori costantemente aggiornata e soprattutto “formata”, per fare del Parlamento europeo non un “fine”, ma un “mezzo” a disposizione dei nostri Comuni e territori per non tralasciare nessuna opportunità di crescita economica. Tutto ciò per creare UN’EUROPA IN COMUNE.

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