Economia e Politica

Porto Tolle, la moria delle vongole: gli imprenditori chiedono aiuto

Il Presidente del Consorzio molluschicoltori veneti: «grande difficoltà per la venericoltura in Marinetta»

Porto Tolle. Il 2018 è stato un anno pessimo per la coltura delle vongole. In autunno si è assistito ad una moria devastante. In alcune zone della laguna di Marinetta il tasso di mortalità ha toccato anche il 100%.

Ma anche il 2019 non è cominciato bene, e ora gli imprenditori chiedono aiuto.

Porto Tolle, moria vongole: gli imprenditori chiedono aiuto

Le cause del fenomeno.

L’anomala moria di molluschi si protrae ormai dallo scorso mese di settembre e sta colpendo seriamente la produzione di vongole veraci.

Due fattori, in particolare, hanno dato origine al fenomeno. Da un lato il caldo eccezionale della scorsa stagione. Dall’altro una concomitante stagnazione della marea, che ha provocato una totale e prolungata mancanza di ossigeno. A ciò si deve aggiungere l’inquinamento dei fiumi, che ha causato l’arrivo in laguna di molto materiale organico.

Con conseguente moria dei molluschi.

Le località colpite.

Il fenomeno ha assunto nel corso degli ultimi mesi e non ha risparmiato nessun allevamento. Tutta la costa della provincia di Rovigo è stata colpita, con gravi danni per gli operatori delle lagune del Polesine. La moria di molluschi si estende da nord a sud: dalle valli di Rosolina e Albarella fino alle località di Boccasette, Po di Pila e Scardovari.

Ma anche gli allevamenti dell’entroterra, nella zona di Porto Viro, hanno subito ingenti danni. L’attività di molluschicoltura, in tutto il Delta, è in grave crisi.

Porto Tolle, moria delle vongole: gli imprenditori chiedono aiuto

L’appello del Presidente del Consorzio.

Per il Presidente del Consorzio Molluschicoltori Veneti, Diego Crivellari, la situazione è davvero critica.

«I produttori sono in grande difficoltà – spiega – perché hanno perso non solo il prodotto pronto alla vendita, ma anche il novellame – cioè gli esemplari appena nati – a dimora negli impianti di concessione».

Il maltempo dello scorso autunno ha compromesso l’idrodinamismo della Marinetta causando l’interramento di una zona abbastanza grande della laguna e riducendo gli spazi per la molluschicoltura.

Ora occorre procedere al ripristino e al miglioramento delle opere danneggiate dal maltempo, tra cui dei pannelli presenti in laguna per delimitare le aree di coltura. Ciò per favorire la ripresa delle attività di molluschicoltura.

Tolle, la moria delle vongole: gli imprenditori chiedono aiuto

La denuncia di Coldiretti.

Anche Coldiretti esprime grande preoccupazione per la situazione in laguna.

«I nostri associati – spiega Alessandro Faccioli di Coldiretti Impresapesca – non possono re-innescare il ciclo produttivo dopo la moria. In proposito, siamo molto preoccupati anche per l’imminente scavo del Po di Levante al fine di consentire il passaggio della nave costruita da un cantiere locale». Da Coldiretti si auspica che i lavori non vadano a complicare ancor di più l’attività dei molluschicoltori.

«In relazione ai pannelli in mare – afferma Faccioli – abbiamo chiesto alla Regione Veneto di attivarsi per un loro ripristino, anche tramite una segnalazione della Commissione Consultiva Pesca.

L’auspicio per il futuro.

Secondo gli operatori del settore, è necessario sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della vivificazione delle lagune e di aumentare la consapevolezza delle Istituzioni Europee sulle problematiche del Delta del Po.

Infatti, sempre secondo Faccioli, «oltre al lavoro di un intero comparto che opera nel territorio lagunare, esiste una biodiversità da preservare per mantenere e conservare l’intera area del Delta».

Porto Tolle, la moria delle vongole: gli imprenditori chiedono aiuto

L’appello alle Istituzioni

Infine Faccioli conclude con una proposta. «È importante che le Istituzioni Europee siano informate sulle caratteristiche uniche del nostro territorio. Bisogna creare un tavolo di lavoro specializzato a Bruxelles, che coinvolga mondo produttivo, scientifico e istituzioni locali. Solo così si potrà definire un programma razionale e consapevole per salvare le lagune del Delta e l’economia dell’intero territorio».

Si tratta di progetti di lavoro complessi, ma fondamentali per conservare un territorio tanto fragile quanto affascinante.

Pierfrancesco Divolo

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