Economia e Politica

Via libera per il bilancio di Autovie Venete

Ma tutto ancora in alto mare per la nomina dei nuovi vertici della Spa

Tutto ancora in alto mare per la nomina del nuovo CdA di Autovie Venete che ha chiuso il suo triennio di mandato. La maggioranza in regione, infatti, non ha ancora trovato l’accordo in merito soprattutto al presidente, al di là del fatto che sembrava essere possibile che venisse riconfermato, quanto meno per un tempo limitato, Maurizio Castagna che attualmente ricopre anche la carica di amministratore delegato.

Tale ipotesi sarebbe stata ventilata in più di qualche circostanza dal Governatore del Fvg Massimiliano Fedriga (che avrebbe quale “suggeritore” l’onnipresente Ferruccio Saro), ma non pare essere percorribile a fronte delle resistenze di Forza Italia che, a quanto pare, dopo le nomine in Mediocredito e Fvg Strade, la prima in quota Progetto Fvg e la seconda targata Lega, avrebbe avanzato pretese proprio per il vertice della concessionaria.

Ciò anche perchè è già assodato che la presidenza di Friulia, la finanziaria regionale, toccherà alla Lega e quasi certamente sarà affidata all’ex assessore regionale Federica Seganti, e la stessa lega può pure contare sull’assessorato alle infrastrutture che fa capo a Graziano Pizzimenti, motivi per i quali i forzisti vorrebbero una sorta di “bilanciamento” proprio attraverso la presidenza di Autovie Venete.

Al riguardo era stato pure ipotizzato il nome dell’ex presidente del porto di Trieste Marina Monassi, ma pare che la rappresentanza femminile in CdA potrebbe essere in quota a Progetto Fvg e Lega, per cui per il ruolo di presidente si fanno altre ipotesi, tra cui quella di Renato Carlantoni, sindaco per due mandati di Tarvisio, fortemente legato all’attuale vicegovernatore Riccardo Riccardi.

I punti riguardanti la determinazione del numero dei componenti del Consiglio di amministrazione, la nomina dei componenti del Cda e la determinazione della durata del relativo incarico, la nomina del Presidente del CdA e la determinazione del compenso dei componenti del CdA erano in programma nell’assemblea dello scorso 6 novembre ma proprio per consentire alle forze politiche di trovare un accordo sono stati rinviati ad una successiva Assemblea convocata per venerdì 7 dicembre alle ore 11,00 sempre nella sala convegni di via Locchi, a Trieste.

Nel frattempo il 6 novembre i soci hanno dato il via libera al bilancio finanziario della concessionaria, quello compreso tra il 1 luglio 2017 e il 30 giugno 2018, che si è chiuso con un utile netto di 4 milioni 730 mila 225 euro (a fronte degli 8 milioni 773 mila 688 euro dell’esercizio precedente) “perché – è stato spiegato – sono aumentati, e non di poco, gli accantonamenti effettuati, nel rispetto delle regole di calcolo dell’indennizzo, in previsione del rinnovo della concessione.”
Accantonamenti che, a tutt’oggi, superano i 50 milioni di euro. Una voce consistente, che nell’esercizio precedente era di 32 milioni euro. Fatturato in crescita, invece, con un incremento di 3 milioni 311 mila 545 euro. Da 209 milioni 126 mila 129 euro, il valore del fatturato (inteso come ricavi delle vendite delle prestazioni) infatti, è passato a 212 milioni 437 mila 674 euro.

Nell’occasione il Presidente e Amministratore Delegato Maurizio Castagna, proprio a conclusione del mandato triennale del Consiglio di Amministrazione, ha ripercorso gli obiettivi raggiunti nel corso del triennio “caratterizzato – ha sottolineato – da importanti avvenimenti, a cominciare dalla scadenza della concessione, avvenuta il 31 marzo dello scorso anno, che non ha rappresentato però uno stop all’attività di Autovie – ha precisato – poiché è proseguita sia per quanto riguarda gli obblighi convenzionali, sia per quanto concerne le opere “.

A questo proposito Castagna ha sottolineato come i lavori per la realizzazione della terza corsia della A4 abbiano registrato una decisa accelerazione, tanto che la loro conclusione – nel tratto Portogruaro-Palmanova – è prevista entro il 2020,quasi un anno prima del previsto.

“Addirittura – ha aggiunto – l’apertura al traffico, perlomeno parziale del terzo lotto Alvisopoli-Gonars e del primo stralcio del quarto (Gonars-Palmanova) potrebbe avvenire già entro la fine del 2019”.
Auspicando che il Commissario per l’emergenza venga prorogato ulteriormente considerato che la scadenza è fissata è al prossimo 31 dicembre, Castagna ne ha ribadito la necessità “stante il perdurare della situazione emergenziale”.

In merito all’andamento del traffico, dopo il picco di crescita registrato nel 2016-2017, nel corso dell’esercizio appena concluso, i flussi hanno registrato, fino al 31 dicembre 2017 una flessione di quello leggero (determinata anche dalla presenza dei cantieri), parzialmente compensata dall’ancora positiva progressione del traffico pesante.
Nel semestre gennaio-giugno 2018, il rallentamento è stato generalizzato per tutte le classi: all’ulteriore decremento della classe A (auto, moto e furgoni) si è associata una flessione nella crescita del pesante.

“Sicuramente – ha evidenziato Castagna – il calo è dovuto in gran parte al restringimento di carreggiata effettuato per i lavori di realizzazione della terza corsia che, se inizialmente riguardava solo il tratto Ponte del Tagliamento-Svincolo di San Giorgio di Nogaro, successivamente è stato prolungato fino ed oltre il nodo di Palmanova, per un’estensione complessiva di 30 chilometri.”

I dati, riferiti ai chilometri percorsi segnalano, per il traffico leggero 1 miliardo 826 milioni 735 mila 188 chilometri per i veicoli leggeri nell’esercizio 1 luglio 2017 – 30 giugno 2018 a fronte di 1 miliardo 869 milioni 965 mila 443 chilometri dell’esercizio precedente, con una flessioni pari al 2,3%.
Per quanto riguarda il traffico pesante, i chilometri percorsi nell’esercizio 1 luglio 2017 – 30 giugno 2018 sono stati 814 milioni 316 mila 464 cresciuti rispetto all’esercizio precedente del 3% (erano 790 milioni 318 mila 280). Il saldo complessivo – pesanti più leggeri – è lievemente negativo – 0,7%.
L’incidenza del traffico pesante sul totale, del resto, rimane estremamente significativa e rappresenta il 30,83% (nell’esercizio precedente era del 29,71%).

Nel suo intervento il Presidente della SpA ha pure accennato al futuro riguardante la nuova concessione per la quale ha ricordato che è stata costituita – il 17 aprile 2018 – la Società Autostrade Alto Adriatico, Società per azioni “in house” a totale capitale pubblico (è partecipata per due terzi dalla Regione Fvg e per un terzo dal Veneto) candidata a diventare il nuovo soggetto concessionario. A questo proposito in questi giorni giorni vi è stata una forte presa di posizione da parte di Debora Serracchiani, ex presidente della regione Fvg e attuale parlamentare del Pd, in merito a quanto riferito dal presidente della provincia di Bolzano Arno Kompatscher il quale, dopo un incontro con il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli, ha reso nota la volontà del Governo di riservarsi la supremazia nel consiglio di sorveglianza delle società che gestiranno l’autostrada del Brennero e di Autovie Venete, per la quale la newco Alto Adriatico (anche se il ministro ha poi successivamente fatto uscire a questo proposito una smentita, ndr).

“Toninelli – ha detto comunque l’esponente dem – sulle concessioni autostradali fa un gioco pericoloso, che rischia di espropriare di fatto gli Enti pubblici territoriali del controllo sulle infrastrutture e di allungare in modo imprevedibile i tempi per il rilascio del rinnovo delle concessioni in house per Autobrennero e di Autovie Venete. Un rinvio indeterminato che potrebbe alla fine esporre le infrastrutture all’alea della gara europea. E’ pronta un’interrogazione in cui gli chiedo di rendere conto di questo autentico esproprio e di tornare indietro”.

“In poche parole il Governo – ha spiegato Serracchiani – senza mettere un euro si attribuisce la potestà di avere l’ultima parola sulle grandi strategie delle autostrade mentre lascia alle Regioni, a cominciare dal Friuli Venezia Giulia, la mera gestione degli affari correnti o le grane spinose come quelle causate dal maltempo.
Bisogna che, a prescindere dalla colorazione politica, emerga dalle Autonomie una grande compattezza nei confronti del Governo, al quale deve arriva chiaro il segnale che un pezzo dell’Italia che fa Pil non si fa telecomandare da Roma. E che siamo pronti a ricorrere alla Corte costituzionale per affermare un buon diritto contro l’ingordigia di potere e di denaro delle Autorità centrali”.

“Vogliamo vederci chiaro – ha aggiunto l’ex presidente del Fvg – anche su quanto viene fatto sapere dal Ministero, secondo cui sarebbe la Commissione europea a “imporre” il controllo dello Stato sulle società di gestione. Non si capisce come mai un Governo che ha fatto bandiera dello scontro con l’Europa sia così lesto a ubbidire a simili richieste, se mai sono state avanzate in questi termini”.

Lucio Leonardelli

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