Cipriani ricompra l’azienda

Liquidato il fondo blue skye entrato nel 2012. «Saremo ancora più grandi»

La famiglia Cipriani si riprende in mano l’azienda di famiglia liquidando il partner azionista, il fondo di private equity Blue Skye, con 40 milioni di dollari di buonuscita. La notizia, pubblicata in anteprima da «MF» è stata confermata da Arrigo Cipriani raggiunto al telefono nel pomeriggio. L’operazione è nelle mani di Giuseppe Cipriani, figlio di Arrigo, l’impeccabile ed elegante re dell’Harry’s Bar di Venezia. Dal 2012 la Cipriani International era controllata dalla lussemburghese C Management di cui azionista importante è il fondo di private equity Blue Skye di Salvatore Cerchione e Gianluigi D’Avanzo che, a Venezia, si sono dimostrati particolarmente attivi, rilevando anche l’Hotel Bauer.

«Sì, sono usciti i soci della Blue Skye – conferma Cipriani – ma la famiglia era ed è sempre unita» risponde, spiegando anche la liquidazione, da parte di Giuseppe, delle quote delle sorelle Carmela e Giovanna. Il fondo aveva sostenuto il risanamento dell’azienda dopo anni difficili di bilanci in perdita e la crisi del mitico bar veneziano adorato da Hernest Hemingway, cliente fisso, al punto da avere addirittura un tavolino personale.

Oggi la Cipriani International Sa ha ramificato ristoranti gourmet e alberghi lusso in tutto il globo: Abu Dhabi, Dubai, Venezia, Hong Kong, Ibiza, Miami, Montecarlo, Mexico City, Mosca, New York e Riyadh.

Ma l’espansione non è finita, anzi.È tempo di rilanci e lo conferma Cipriani stesso. «Abbiamo un albergo di lusso a New York e abbiamo inaugurato un ristorante a Las Vegas, siamo in piena espansione come Gruppo. La recente apertura a Riyadh in Arabia Saudita ci ha permesso di triplicare la presenza dopo le aperture di Dubai e Abu Dhabi in Medio Oriente». Ora, continua Arrigo Cipriani, «apriremo a Milano poi ancora Usa». Il Gruppo sta valutando un nuovo locale a Porta Nuova a due passi da Gae Aulenti, sede della torre Unicredit con cui Cipriani conferma di aver chiuso anche un’esposizione di 15 milioni.

 

«Il nuovo corso – spiegava «MF» sulla base di fonti finanziarie – vedrà quindi Giuseppe, già a capo del ramo statunitense dell’azienda, prendere in mano l’attività per consolidare la presenza globale. Otto i locali già nella Grande Mela ma gli Stati Uniti restano il faro. Secondo i dati forniti dall’imprenditore del gusto, classe 1932, il Gruppo fattura oggi qualcosa come 250 milioni di euro e occupa 2.500 addetti. E pensare che tutto partì nel 1931 con quell’insegna fondata da Giuseppe, padre di Arrigo: l’inventore del dolce Bellini e del carpaccio. Ora tocca a Giuseppe Junior, che del nonno porta il nome e anche la responsabilità, un nuovo grande balzo in avanti tenendo fede alle radici veneziane. Alle spalle poco meno di un secolo di storia italiana divenuta internazionale.

E.P.