Fiera, nessun accordo prima di giugno

I francesi rinviano ogni impegno. Boom di richieste per Flormart e Auto d'epoca ma pesa l'incertezza e sfuma Airshow

PADOVA – Niente accordi sul futuro della Fiera di Padova: eventuali decisioni, se arriveranno, non sono attese prima della conclusione del mese di giugno. Ad oggi, ancora nulla si sa per certo in merito ad una trattativa che vede i francesi di Gl Events, titolari del 99,90% di PadovaFiere Spa, ancora titubanti a porre la loro firma su un documento di impegni in grado di rilanciare davvero (dopo tante parole e promesse a vuoto) un quartiere fieristico, quello di via Tommaseo che al suo apice era in grado di fatturare oltre 23 milioni di euro all’anno.

Ma se una speranza c’è, non è certo quella di assistere a breve ad una svolta nella vicenda. Secondo fonti ufficiose, la proprietà francese non sarebbe disposti a sottoscrivere alcuna intesa prima della presentazione della relazione semestrale societaria alla Borsa di Parigi, prevista appunto a fine giugno. Gl, infatti, pure forte di un fatturato consolidato 2017 di oltre 953 milioni di euro e un margine operativo lordo intorno agli 84 milioni, dichiara un fatturato netto di gruppo di poco superiore ai 35 milioni e il valore a bilancio della sua controllata PadovaFiere è di 12 milioni, circa un terzo dell’utile netto del gruppo per l’anno scorso. Dunque, ogni operazione tale da mettere in discussione il valore degli asset di PadovaFiere (come i marchi, valutati a suo tempo circa 10 milioni e oggi invece, pure oggetto di pignoramento, stimati intorno ai 6 milioni) rischierebbe di incrinare il risultato positivo ma non eccezionale del colosso francese degli eventi in termini di utili a fine anno.

Per Gl, insomma, lasciare le cose come stanno sarebbe più vantaggioso che assicurare alla Fiera un nuovo equilibrio stabile, indispensabile peraltro a garantire gli investimenti e il proseguimento dell’attività che non sembra affatto per scontato. Proprio stamattina, Geo ha convocato una conferenza stampa che, oltre a presentare i risultati del 2017, affronterà le prospettive 2018: ad oggi ufficialmente in liquidazione, la società di gestione fieristica ha tuttora voce in capitolo in eventi strategici per il futuro di via Tommaseo.In tal senso, Flormart avrebbe ricevuto un boom di richieste di partecipazione (addirittura il quintuplo rispetto all’anno scorso) mentre la prossima edizione di Auto e Moto d’Epoca – il cui patron Mario Baccaglini ha annunciato di essere pronto ad azioni legali per rientrare del denaro non ancora saldato per l’evento 2017 – potrebbe rivelarsi la più grande mai realizzata in città.

Ma chi ne curerà la realizzazione? L’interrogativo è legittimo perché la profonda incertezza che investire Fiera di Padova sta già producendo effetti negativi, leggi perdita di occasioni interessanti per intere filiere produttive: in proposito, sembra essere definitivamente sfumato Airshow, l’evento fieristico del settore dell’aerospazio che Geo ha scelto di non organizzare quest’anno mentre sulla società di gestione pendono i tempi tecnici di una liquidazione che sarà operativa a breve.

A.R.