Il fondo immobiliare F2i unico soggetto interessato al 55% della Trieste Airport

L’offerta

Una unica offerta, quella del fondo di investimento F2i, tra i principali fondi infrastrutturali in Europa, è stata ricevuta a conclusione della prima fase della gara europea per la cessione del 55% delle quote di Aeroporto Friuli Venezia Giulia S.p.A. La comunicazione è stata data dalla Trieste Airport SpA, società attualmente controllata dalla regione Fvg, che ha bandito una gara europea per la cessione del 55% delle quote, la cui prima fase è scaduta martedì scorso.

In un primo momento pareva essere interessata a partecipare anche la Save ma in prossimità della scadenza la società di Venezia presieduta da Enrico Marchi dopo aver analizzato attentamente i termini del bando – come già era successo nella prima gara, che finì deserta a giugno 2018 – ha scelto di non avanzare proposte. Le motivazioni peraltro saranno rese note da Save ora che la procedura pubblica è stata conclusa.

La commissione

La stazione appaltante ha comunque verificato, nella prima seduta pubblica, i requisiti amministrativi previsti dal bando e nei prossimi giorni, nell’ambito di successive sedute pubbliche, la Commissione nominata da Aeroporto Fvg valuterà, quindi, l’offerta tecnica ed economica attraverso i criteri definiti nel disciplinare di gara. Il pacchetto azionario detenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia ha un valore di circa 70 milioni di euro.

L’assegnazione della gara potrà avvenire entro fine gennaio, il closing dell’operazione di cessione del 55% delle quote entro marzo per poi nominare il nuovo CdA e il nuovo amministratore delegato di Aeroporto Fvg.

Il Fondo F2i, attraverso la controllata 2i aeroporti, ha la maggioranza degli aeroporti di Napoli, Torino e Alghero, oltre al 45% di SEA (aeroporti di Linatee Malpensa) attraverso cui ha anche il 30% dell’aeroporto di Bergamo, oltre ad avere una partecipazione del 10% nell’aeroporto di Bologna. Attraverso gli aeroporti in cui è azionista gestisce circa il 40% dei voli in Italia.

Come previsto dal bando di gara il nuovo partner si dovrà impegnare a migliorare le previsioni del piano industriale 2018/2023 della società, in termini di incremento dei passeggeri complessivi, miglioramento dell’Ebitda e del valore degli investimenti previsti nel piano stesso.

“Trieste Airport – ha dichiarato il presidente Antonio Marano – è il primo aeroporto regionale che ha realizzato una profonda ristrutturazione aziendale prima di rivolgersi al mercato. Il fatto che numerosi soggetti abbiano guardato a noi con interesse è un segno tangibile del lavoro svolto in questi anni.
Poter entrare a far parte del più grande network aeroportuale italiano ci consentirà di raggiungere più facilmente gli obiettivi fissati dal piano industriale offrendo al territorio uno scalo all’altezza delle prospettive di sviluppo prefissate.

Una partnership pubblico-privata e un’aggregazione forte, in linea con i trend del mercato del trasporto aereo, sono la chiave per poter valorizzare al meglio un asset cruciale per lo sviluppo economico del territorio, del turismo e della mobilità”.

La proposta

“L’offerta di F2i rappresenta non solo un mero dato tecnico, ma un tangibile punto di partenza su cui costruire il rilancio del territorio in termini di traffico aereo e, di conseguenza, di sviluppo economico”: così ha detto il governatore Massimiliano Fedriga, a commento dell’apertura delle buste.
“Qualora la cessione delle quote di Aeroporto Fvg si concretizzasse – ha rimarcato Fedriga – la Regione conterebbe su un partner di primissimo piano nella definizione di obiettivi sempre più ambiziosi per la nostra comunità”.

Ad intervenire al riguardo è stato anche il segretario del Pd del Fvg Cristiano Shaurli il quale ha affermato che “se come auspicabile sarà accertata la rispondenza dell’offerta tecnica ed economica, la partnership pubblico-privato che si verrà a creare nella gestione dell’aeroporto di Ronchi dei Legionari sarà da governare e non da subire.”

“L’offerta – ha aggiunto Shaurli – viene da un fondo impegnato principalmente nel settore infrastrutturale ma con importanti interessi anche in altri comparti. Il giudizio per questa offerta è positivo: si è resa possibile grazie al grande lavoro di risanamento dello scalo da noi avviato. Senza pregiudizi e nell’interesse prioritario del nostro territorio, sarà da chiarire il rapporto con l’azionista pubblico e l’indirizzo delle politiche industriali che dovranno promuovere lo scalo”.

Da parte sua Mariagrazia Santoro, già assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti e ora consigliere regionale del Pd, ha sottolineato che “è stato possibile gettare le basi per questa operazione perché la giunta di centrosinistra ha creduto fortemente nel rilancio del nostro aeroporto, ha fatto investimenti di risorse e dato fiducia a un management capace e autonomo, con risultati visibili in tempi record, tant’è che l’aeroporto è diventato appetibile e ora c’è chi vuole investirvi”.

Lucio Leonardelli