Economia

Il Veneto promosso a pieni voti

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L’Ufficio di Statistica della Regione del Veneto ha da poco sfornato il bollettino socio economico di gennaio 2019 e il documento presenta uno scenario complessivamente positivo. I principali dati congiunturali ci dicono che il Veneto è un territorio che gode di buona salute. Rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente, in Veneto cresce l’occupazione e scende la disoccupazione, con un Pil regionale 2018 stimato al 1,2%, quindi sopra la media nazionale, dato ribadito dalle stime relative al 2019. La realtà di un tessuto produttivo robusto e dinamico che, dalla manifattura al turismo, conferma le sue virtù e le sue eccellenze (sono 634 i milioni di euro di prosecco spumante dop esportati nei primi 9 mesi del 2018 pari al 60% dell’esportazione di spumante italiano all’estero).

Le performance

Le perfomance delle aziende più innovative, ribattezzate “imprese tigre” da una recente ricerca di Fondazione NordEst, trascinano la regione verso risultati economici decisamente lusinghieri. Un successo che l’osservatore pigro potrebbe descrivere magari rispolverando uno dei più classici tra gli stereotipi del passato: quello che ha dipinto il Veneto come una terra dedita più al lavoro che allo studio. Ma a spazzare via la banalità del luogo comune ci pensano i dati diffusi da Invalsi, l’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione, che come ogni anno effettua la rilevazione sulla qualità di apprendimento degli studenti che frequentano seconda e quinta elementare, terza media e seconda superiore. I risultati dei test Invalsi dicono che i quasi 578.000 alunni che nell’anno scolastico 2017/2018 hanno frequentato le scuole venete (40% nella scuola primaria, 24% alle medie e il rimanente 36% alle superiori) sono risultati tra i più bravi d’Italia. In particolare, con riferimento ai giovani delle superiori, i più prossimi ad un ingresso attivo nella società, gli alunni veneti ottengono i punteggi migliori sia in matematica che in italiano, preceduti solamente dai ragazzi della Provincia autonoma di Trento.

Il risultato

Nel dettaglio, in italiano ha raggiunto i livelli di competenza più alti il 48% dei veneti rispetto al 35% del totale nazionale e in matematica i risultati sono ancora più brillanti, dal momento che la percentuale di studenti veneti “competenti” supera il 52%, rispetto al dato medio italiano che non va oltre il 36%. Il Nord Est nel suo complesso è inoltre l’area dove il sistema scolastico appare non solo più efficace ma anche relativamente più equo perché più in grado di ridurre le differenze tra scuole e classi e il gap di rendimento degli alunni che partono in condizioni socio economiche svantaggiose. A tutto questo Il Veneto aggiunge anche la capacità di integrare la quota maggiore di studenti stranieri, il 13% sul totale. Insomma una regione tutta lavoro, scuola e…profitto.

 

Massimo Mescalchin

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