InfoCamere, il Data Center innovativo contro gli attacchi degli hacker alle imprese

E’ un vero e proprio bunker informatico per tutelare imprese e mondo dell’economia padovana e nazionale dai quotidiani attacchi di hacker, che possono arrivare anche a 1.500 casi al giorno. Non basta, perché il mega cervello situato nel cuore della ZIP di Padova, composto da 380 server e 2.500 piattaforme, costituisce di fatto la più grande banca dati d’Europa. Di cosa stiamo parlando? Ma di InfoCamere naturalmente, ovvero il corpo fisico di tutto il patrimonio di informazioni delle Camere di Commercio d’Italia, che ha sede storica ed operativa proprio a Padova, in corso Stati Uniti.

InfoCamere è indiscutibilmente un’eccellenza assoluta, vero gioiello della tecnologia informatica nazionale che tuttavia neppure i padovani (che ce l’hanno “in casa” da oltre 40 anni!) conoscono veramente. A idearlo e farlo germogliare quasi mezzo secolo fa è stato quel genio matematico ed informatico di Mario Volpato (1915-2000), docente universitario di matematica applicata in ben quattro atenei (Ferrara, Venezia, Trento e Padova) ma soprattutto maestro e pioniere dalle visioni innovative. Una persona fuori dal comune, alla guida della Camera di Commercio di Padova dal 1969 al 1982 e soprattutto figura storica a livello nazionale per lo sviluppo economico, scientifico e dell’intermodalità di Padova.

Grazie alle sue intuizioni è riuscito a dare a Padova, e attraverso Padova all’Italia intera, due innovativi pilastri per il progresso economico: l’Interporto e CERVED, società nazionale di informatica delle Camere di Commercio (ora InfoCamere), la struttura fondata nel 1974 che ha informatizzato i servizi di tutte le Camere di Commercio e che costituisce il primo esempio, nazionale ma anche europeo, di rete interconnessa tra enti pubblici.

Con il CERVED e l’Interporto, unitamente allo sviluppo della Zona Industriale di Padova, il professor Volpato ha trasformato la realtà padovana, dando alla città un ruolo nazionale nell’informatica e nel trasporto intermodale delle merci, due risorse strategiche per il futuro. Quando la mente visionaria di Volpato ha pensato questa struttura oltre quarant’anni fa, al massimo si parlava di elaboratori, altro che smartphone. Oggi, invece, InfoCamere è un immenso Data Center capace di inglobare i dati di ben 6 milioni di imprese collegate, 10 milioni di persone, 950 mila bilanci “memorizzati” ogni anno, 5 milioni di protesti. Dentro il bunker vengono date risposte a 44 milioni di richieste web e a 22 milioni di transazioni, per un totale di 66 milioni di operazioni. Numeri mostruosi.

Oltre a ciò il data center ha una centrale elettrica autonoma da 20 mila volt, con potenza tale da rendere autonomo un paese di 5 mila persone e che, più concretamente, con gruppi di continuità e generatori alimentati da 20 mila litri di gasolio, garantisce che in un anno il servizio possa mancare al massimo per un’ora e mezza. Si consumano 5 milioni di Kwh in corso Stati Uniti, anche se la svolta ambientalista è a buon punto e le bollette sono sempre più leggere. Tutti i dati sono memorizzati in 380 server, ma sono 2.500 quelli attivi, considerando le macchine virtuali. Che hanno memoria replicata, anzi triplicata, per eventuali disastri. 

Tra le sfide quotidiane che si consumano là dentro, spicca l’importanza strategica di mantenere sempre una giusta temperatura e la massima efficienza dei server. Ma soprattutto è prioritario prevenire le migliaia di attacchi degli hacker alle imprese, soddisfare ad alta velocità le richieste dell’utenza, prevenendo ogni possibile disservizio.

Redazione Economia