L’Associazione Artigianato Padovano e Polesano si rivolge ai candidati

L’Associazione Artigianato Padovano e Polesano, attraverso la voce dei suoi presidenti Roberto Zanin, Giovanni Civiero e del Direttore Generale Maurizio Ebano, lancia un appello a tutti i candidati alle politiche 2018, di qualsiasi colore, affinché portino a Roma importanti instanze a tutela delle micro e medie imprese entro i primi 100 giorni dal loro insediamento. «Tra le priorità assolute – esordisce Zanin, presidente di Casartigiani Padova –  c’è sicuramente l’abolizione dell’IRAP per le micro e piccole imprese fino a 15 dipendenti e, almeno una bozza, per la modifica sostanziale della Legge Fornero per dare una spinta al ricambio generazionale garantendo così la possibilità di una giusta pensione a partire dai 63 anni.

Anche la giustizia, ovviamente deve fare il suo corso ma tra cavilli e inceppi è necessaria una riforma che garantisca giustizia e pagamenti attraverso lo snellimento dei contenziosi nelle cause civili e nel recupero dei crediti».

 

Gli fa eco Civiero, presidente di Casartigiani Polesine. «È inutile avere dei rappresentanti se poi non riusciamo a cambiare in meglio la metodologia produttiva delle categorie che difendiamo. Per questo motivo, secondo noi, bisogna ridefinire gli accordi europei sul costo del lavoro per evitare le concorrenze dei nuovi paesi entrati nella UE e bloccare le aliquote IVA senza obbligatorietà dell’emissione della fattura digitale. Credo sia anche necessario introdurre una riduzione della pressione fiscale con un tetto massimo di tassazione (imposte locali comprese) fino a un massimo del 38%».

In chiusura interviene il Direttore Generale Ebano. «Queste misure sono indispensabili a partire già dai primi di aprile dal momento che dal 1 luglio scade già la fatturazione elettronica per le benzine, oltre che le Dichiarazioni dei redditi. Altre battaglie che vorremmo fossero portate avanti sono gli aiuti alle imprese nei centri storici dando finalmente uno stop alla nascita indiscriminata di centri commerciali, salvaguardando così il nostro importantissimo Made in Italy. Tutto ciò, però, non si può fare senza una strategia che, con un tavolo congiunto, tenga conto anche della riqualificazione dei capannoni non utilizzati nelle aree industriali, di un maggior sostegno ai Confidi minori per le garanzie erogate alle piccole imprese e applicando alla lettera le normative vigenti delle fatture entro i 60 giorni e più in generale dando, almeno per tre anni, certezza nelle normative fiscali. Solo così il rilancio che tanto aspettiamo potrà avvenire».

Giuliana Lucca