Marinese (Confindustria) all’incontro della Cgil

Per l'industria veneziana un fatturato di 27 miliardi. «La nostra ripresa è il motore del Nordest»

«L’industria nel veneziano ha un fatturato di 27 miliardi di euro l’anno. Di questi, il 95% viene puntualmente reinvestito. L’utile netto, invece, ammonta a un miliardo di euro».Sono le cifre comunicate da Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria Venezia e Rovigo, durante la Tavola Rotonda organizzata ieri dalla Cgil su “Un progetto per la Città Metropolitana” al Business Centre di Marghera. «Questi numeri» secondo Marinese «fotografano la ripresa economica del territorio veneziano. Un motore, quello del Nord Est, che fa da traino allo sviluppo industriale di tutto il paese». «Prima ancora che al lavoro» ha detto ancora il presidente Marinese «dobbiamo voler bene al nostro territorio. Non si dà l’esempio con il pettegolezzo, con le costanti critiche di sottofondo. Il lavoro e la ripresa economica passano anche attraverso la reputazione di un territorio. Serve quindi una collettività che creda nelle potenzialità della propria terra».

Sono circa 130 mila le imprese attive nelle province di Venezia e Rovigo, con oltre 450 mila lavoratori. Le specializzazione del territorio, come sottolineato di recente dallo stesso Marinese, sono la cantieristica, l’aeronautica e la chimica. E a Marghera, c’è anche l’unico esempio di chimica “verde”: la bioraffineria dell’Eni. I cardini su cui lavorare per una maggior competitività, secondo la Confindustria di Venezia, sono: «credito, fisco e infrastrutture». Su quest’ultimo punto, gli industriali chiedono a gran voce la diffusione della banda larga e l’infrastruttura stradale della Romea Commerciale. Gli ostacoli alla crescita, ancora persistenti, sono invece legati – per gli industriali – alle «lungaggini della burocrazia e la carenza di credito per le imprese».

«La buona reputazione è indispensabile anche per un altro aspetto fondamentale: la capacità di attrarre investimenti» ha concluso Marinese «e reggere così al confronto nei mercati internazionali dove sono sempre più i “sistemi territoriali aggregati” a farsi strada». Si tratta di aree urbane metropolitane in cui è possibile sviluppare quella filiera che va dalle piccole realtà industriali fino alle più grandi. Per facilitare questo processo, è indispensabile internazionalizzare le aziende del territorio. Va in questa direzione, ad esempio, il progetto “Confindustria Made in Venice”, approvato di recente, con cui si agevolano occasioni di business all’estero per le imprese del territorio.

Redazione Economia